Ragusa – La marijuana è un affare di famiglia: coltivazione in casa, arrestati padre e figlio

Nel tentativo di sviare l’attenzione dei Carabinieri, la madre del giovane ha cercato di gettare le piante

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Avevano organizzato una coltivazione di marijuana a gestione famigliare all’interno della propria abitazione, nelle campagne di Ragusa, e per questo due soggetti di 24 e 54 anni, padre e figlio, sono stati arrestati ieri sera dai Carabinieri. Il brillante risultato conseguito dall’Arma iblea è la risultante di un controllo operato per le strade della città nel pomeriggio di ieri allorquando, nell’ambito della consueta vigilanza per il rispetto della normativa anti-Covid, una pattuglia della Sezione Radiomobile ha fermato un’auto con a bordo due giovani ragusani, entrambi classe ’96 e già noti alle forze di polizia, che da subito hanno palesato un certo nervosismo che si è via via accentuato con il progredire del controllo. In seguito alla perquisizione personale e del veicolo è stato rinvenuto un involucro contenente 4 grammi di marijuana che ha immediatamente confermato i sospetti dei militari convincendoli dell’opportunità di estendere la perquisizione all’abitazione di uno dei due giovani fermati.

Giunti a casa del ragazzo le operazioni condotte dai Carabinieri, giunti sul posto con idonei rinforzi, hanno permesso di rinvenire una moderna serra allestita all’interno della camera da letto del giovane e attrezzata di tutto punto con luci a led, temporizzatori per simulare l’alternanza del ciclo giorno-notte, un igrometro e un sistema di termoventilazione per la cui installazione il padre aveva effettuato dei lavori di muratura, in parte visibili anche all’esterno della casa. Nel disperato tentativo di sviare l’attenzione dei Carabinieri, la madre del giovane ha cercato di gettare le piante di marijuana coltivate che tuttavia venivano individuate e recuperate dei militari nel giardino prospicente l’abitazione e ovviamente sequestrate insieme all’attrezzatura. Padre e figlio sono stati dunque tratti in arresto e condotti presso la caserma di Piazza Caduti di Nassirya per gli accertamenti di rito terminati i quali l’Autorità Giudiziari di Ragusa ha disposto gli arresti domiciliari.

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