Home News Attualità Lotta alla malaria e formazione locale: la storia di Melania, l’infermiera 26enne che cura il Togo
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Lotta alla malaria e formazione locale: la storia di Melania, l’infermiera 26enne che cura il Togo

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Allestire dispensari mobili nei villaggi più isolati e combattere in prima linea contro malaria, malnutrizione e infezioni. Da tre anni la ventiseienne ragusana Melania Diquattro, di professione infermiera, vola in Togo con Africare Ubuntu per portare assistenza sanitaria e supporto sociale dove la medicina di base è un miraggio.

Un’efficienza da costruire con pochissime risorse

Nelle aree più remote del Paese l’equipe medica visita centinaia di persone ogni giorno. “È una lotta continua contro la malaria nei bambini”, spiega Melania, evidenziando l’importanza di diagnosi tempestive e trattamenti immediati. Tra le sfide quotidiane ci sono anche le parassitosi legate all’uso di acqua non potabile e la cura delle ferite infette.

In questi contesti, ottimizzare i farmaci essenziali a disposizione e fare prevenzione attraverso l’educazione igienica diventa fondamentale per salvare vite umane.

L’obiettivo più grande: l’autonomia dei villaggi

Il valore aggiunto delle missioni di Africare Ubuntu risiede nella volontà di creare un impatto a lungo termine. Il personale medico non si limita a distribuire farmaci gratuiti per patologie croniche come diabete e ipertensione o a monitorare le gravidanze.

“Lavoriamo insieme alle realtà locali per fare formazione e scambiare competenze”, sottolinea Melania. “Vogliamo che i presidi sanitari continuino a funzionare anche quando la missione sarà conclusa”.

Solidarietà oltre la clinica

L’impegno dell’associazione si estende anche all’ambito sociale. Nei contesti più vulnerabili, dove l’accesso alle risorse è minimo, i volontari distribuiscono vestiti e beni alimentari di prima necessità, assicurando la sopravvivenza a chi non ha la certezza di un pasto quotidiano.

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Redazione

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