Presieduta dal Prefetto, Tania Giallongo, si è tenuta, nel pomeriggio di ieri, una seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicata principalmente al noto fenomeno delle “fumarole”, che caratterizza ormai da tempo ed in maniera persistente il territorio e, particolarmente, la cd. “fascia trasformata” interessata dalle colture intensive in serra.
La riunione fa seguito al precedente incontro del 28 maggio u.s., al quale hanno preso parte, oltre ai rappresentanti degli Enti locali coinvolti e alle competenti Forze dell’Ordine, l’ARPA, l’ASL e le associazioni di categoria Coldiretti e Confagricoltura. In tale occasione sono state definite nuove strategie di prevenzione del fenomeno, nell’ottica di un’inversione “culturale” orientata al rispetto dell’ambiente, basata su campagne informative di sensibilizzazione e responsabilizzazione degli imprenditori agricoli. È stata, altresì, esaminata la possibilità di utilizzo di macchine sezionatrici in grado di separare la fratta dalla plastica, puntando anche sull’introduzione di materiali biodegradabili e sulla sperimentazione di nuovi sistemi di smaltimento degli scarti.
Nel corso dell’ultima seduta di Comitato, a cui hanno partecipato, oltre alle Forze di Polizia, il Presidente del Libero Consorzio Comunale, il Sindaco di Ragusa ed il Comandante della Polizia Provinciale, è stata disposta l’effettuazione di specifiche e mirate attività di controllo interforze sugli impianti serricoli, finalizzate all’accertamento di eventuali irregolarità in materia di smaltimento in violazione delle normative ambientali.
Il Prefetto, apprezzando la condivisione dei partecipanti sul necessario rinnovato impulso da conferire alle richiamate attività, ha sollecitato la massima operatività al fine di intervenire sulle condotte illecite, estremamente dannose per la salute pubblica.
Nel corso della medesima riunione è stato, altresì, sottoscritto un Protocollo operativo tra la Prefettura, la Questura e l’ASP di Ragusa in materia di immigrazione, destinato a disciplinare le procedure per lo screening sanitario, con specifico riguardo agli stranieri irregolari rintracciati sul territorio provinciale.
L’intesa recepisce le indicazioni operative fornite dal Ministero dell’Interno che, nell’ambito dell’attuazione del Nuovo Patto europeo Migrazione e Asilo, ha introdotto accertamenti sanitari preliminari obbligatori per cittadini di paesi terzi che non soddisfano le condizioni di ingresso, intercettati alle frontiere esterne o presenti irregolarmente sul territorio nazionale, compresi i richiedenti protezione internazionale.