Il Ragusa Pride 2026 ha attraversato oggi Marina di Ragusa non solo come corteo festoso ma come manifestazione politica, portando in piazza lo slogan della quinta edizione: “Resisto anche Queer”. L’iniziativa ha inteso coniugare rivendicazione identitaria e costruzione di comunità per contrastare ogni forma di discriminazione.
Percorso e partecipazione
Il corteo, partito dal Parco di via Michele Calabrese — dove sono state installate le panchine rainbow — ha colorato il lungomare Andrea Doria prima di concludersi in piazza Torre, sede degli interventi conclusivi e della festa. Hanno preso parte all’evento associazioni, collettivi, famiglie, giovani e cittadini: una partecipazione che gli organizzatori hanno definito significativa per il territorio, ribadendo il carattere del Ragusa Pride come il “più a sud d’Italia”.
Il manifesto politico
Al centro della manifestazione è stato il manifesto politico del Ragusa Pride 2026, presentato come una “lettera aperta” alla comunità. Secondo gli organizzatori, il documento è frutto di un percorso collettivo e del confronto tra diverse realtà locali, tra cui Arcigay Ragusa, Agedo Ragusa, Cristiani LGBT, la neonata Beax ETS, vari collettivi, gruppi e singole persone.
Memoria e radicamento territoriale
Il manifesto richiama la storia locale come elemento costitutivo della mobilitazione: dalla citazione del duplice omicidio di Giarre del 1980 fino alla contemporaneità, la provincia iblea viene indicata dagli organizzatori come un laboratorio culturale, sociale e politico orientato alla lotta contro omolesbobitransfobia ed eterocisnormatività.
Rivendicazioni e approccio intersezionale
Il documento allarga il campo delle istanze oltre la dimensione dei diritti Lgbtqia+, denunciando le molteplici manifestazioni del patriarcato e richiamando l’attenzione su sessismo, colonialismo, imperialismo, razzismo, abilismo e specismo. Un passaggio centrale recita: “Non disarmeremo il patriarcato da sol3”, a sottolineare la necessità di una mobilitazione collettiva e intersezionale.
Posizioni su temi internazionali e sociali
Nel corso del corteo sono state portate in piazza anche posizioni su temi internazionali: il manifesto esprime protesta contro il genocidio del popolo palestinese, contro le occupazioni coloniali, contro tutte le guerre e contro la violenza armata del patriarcato. Tra le richieste pubbliche figurano l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva in tutti gli ambienti formativi, misure per una maggiore equità nell’accesso al lavoro, il contrasto alla cultura mafiosa e al caporalato, oltre alla difesa dei diritti civili e sociali.
Organizzazione e sostegni
Gli organizzatori hanno evidenziato il passaggio da una gestione concentrata su Arcigay Ragusa a una rete più ampia di soggetti e persone, definendo l’edizione 2026 come un “Pride delle diversità in tutti i sensi”. L’evento ha ricevuto il patrocinio dei Comuni di Ragusa, Vittoria, Comiso, Scicli, Chiaramonte e Acate, e si è svolto anche grazie al sostegno di sponsor privati e alle donazioni raccolte tra i partecipanti.
Conclusione e messaggio
La manifestazione si è conclusa in piazza Torre con gli interventi dal palco e la festa finale. Gli organizzatori hanno sottolineato che il Pride intende proseguire oltre l’evento stesso: “Fare rumore e liberare tutti i corpi” è uno dei passaggi simbolo del manifesto politico di questa edizione, a conferma dell’intenzione di tradurre la mobilitazione in pratiche e reti durature sul territorio.