
SANTA CROCE CAMERINA – Il dibattito politico a Santa Croce Camerina si infiamma attorno al progetto “Exit”, trasformandosi in un durissimo scontro istituzionale. A sollevare il caso è Manlio La Ciura, esponente di rilievo del panorama politico locale, che attraverso un intervento pubblico ha criticato apertamente l’atteggiamento del sindaco Peppe Dimartino, accusandolo di attuare una strategia comunicativa volta a «girare la frittata» per non rispondere alle contestazioni sollevate dalle minoranze. Alla base della polemica c’è la difesa del ruolo del Consiglio comunale e della sua presidenza, finiti – secondo La Ciura – nel mirino dei vertici di palazzo del cigno.
«Il Presidente del Consiglio è il garante dell’Aula, non il portavoce della maggioranza»
Secondo l’analisi espressa da La Ciura, la reazione del primo cittadino di fronte alle richieste di chiarimento rappresenterebbe un precedente preoccupante per gli equilibri democratici del comune. «Attaccare in modo scomposto e vittimistico il Presidente del Consiglio Comunale perché ha garantito il dibattito, il controllo e la libera espressione del Consiglio è un atto grave — dichiara l’esponente politico —. Il Presidente non è un portavoce della maggioranza: è il garante dell’Aula, delle regole e dei diritti di tutti. E l’opposizione non è un intralcio: è un pilastro della democrazia. Il suo ruolo di controllo è un dovere nei confronti dei cittadini, è il cuore della trasparenza».
L’affondo sul progetto Exit: «Il sindaco mostri gli atti»
Il cuore della critica si sposta poi sulla gestione amministrativa del progetto Exit, una misura legata alle politiche per la disabilità. Di fronte alle perplessità sollevate, il sindaco Dimartino avrebbe risposto liquidando le opposizioni con accuse di strumentalizzazione. Un atteggiamento che La Ciura respinge con fermezza, bollandolo come una manovra diversiva. «Il Sindaco non risponde nel merito — incalza La Ciura —. Non entra negli atti, non chiarisce i documenti, non smentisce i fatti. Si limita a parlare di insinuazioni, strumentalizzazioni e livore. Ma se il comportamento della maggioranza sul progetto Exit è davvero cristallino, lo dimostri con le carte, non con gli aggettivi». Per La Ciura, utilizzare la sensibilità della tematica sociale per blindare l’azione della giunta da qualsiasi verifica è inaccettabile: «Accusare chi critica l’operato dell’amministrazione di non volere un progetto in favore dei disabili è un atto moralmente grave e sostanzialmente strumentale per sfuggire alle proprie responsabilità».
Il nodo della trasparenza
La nota politica si conclude con una serie di interrogativi diretti al capo della giunta santacrocese, rimarcando il diritto della cittadinanza a ottenere risposte chiare e verificabili. «Se non c’è nulla da nascondere, perché non rispondere punto per punto? Perché attaccare chi chiede conto e delegittimare il Consiglio e il suo Presidente? — conclude Manlio La Ciura —. Chi governa deve accettare il controllo; chi non lo accetta teme la democrazia. Noi stiamo con il Presidente del Consiglio comunale, con il ruolo dell’opposizione e con i cittadini che hanno diritto di sapere. Sindaco, risponda nel merito. Il resto è solo fumo».
Al momento si attende di capire se l’amministrazione comunale o i gruppi di maggioranza decideranno di replicare alla dura nota, aprendo un nuovo capitolo di una verifica politica che promette di spostarsi presto tra i banchi del Consiglio comunale.