Home News Politica Caso Giorgio Assenza: il capogruppo FdI salva i beni e la casa di Punta Secca. Il caso scuote la politica locale
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Caso Giorgio Assenza: il capogruppo FdI salva i beni e la casa di Punta Secca. Il caso scuote la politica locale

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Il Tribunale di Ragusa ha omologato il concordato da sovraindebitamento presentato da Giorgio Assenza, 71 anni, storico esponente politico di Fratelli d’Italia, attuale capogruppo del partito all’Assemblea Regionale Siciliana e componente della Commissione Bilancio. La notizia della chiusura della procedura editoriale, ripresa da un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, tocca da vicino anche gli equilibri politici del territorio di Santa Croce Camerina: il comune marinaro è infatti guidato dal sindaco Peppe Dimartino, esponente dello stesso partito e politicamente vicino alla figura del capogruppo all’ARS.

Grazie al provvedimento firmato dal giudice Claudio Maggioni, il deputato regionale ed ex presidente dell’Ordine degli avvocati di Ragusa eviterà il fallimento e la vendita all’asta del suo cospicuo patrimonio immobiliare. A fronte di un debito complessivo accumulato pari a 1.607.260 euro, principalmente con l’Erario e istituti bancari, l’accordo prevede uno sconto complessivo del 60%, che sale all’88% per la sola parte fiscale. A fronte di 495 mila euro dovuti originariamente allo Stato per tasse evase e contributi previdenziali non versati, Assenza ne pagherà infatti appena 57 mila, determinando per le casse pubbliche un mancato introito di oltre 438 mila euro.

L’omologazione è giunta nonostante il parere contrario espresso dallo stesso Erario. Solo un creditore su tre aveva espresso voto favorevole alla proposta, ma il Tribunale ha escluso dal calcolo ponderato i dissensi dei creditori assistiti da ipoteca. La valutazione decisiva ha messo a confronto la continuità dei redditi dello studio legale di Assenza e del figlio – che si sono impegnati a versare 652 mila euro complessivi attingendo anche a risorse esterne – rispetto a uno scenario di liquidazione giudiziaria. Secondo la relazione dell’Organismo di Composizione della Crisi (Occ), la vendita coattiva dei beni avrebbe fruttato ai creditori circa 30 mila euro in meno rispetto al piano proposto.

La decisione consente ad Assenza di blindare le sue proprietà nella provincia iblea: lo storico palazzo di tre piani a Comiso, lo studio professionale, un deposito e, soprattutto, l’immobile di 98 metri quadri situato sulla piazza “Belvedere” del porto di Punta Secca, a pochissimi metri dalla celebre casa cinematografica del Commissario Montalbano. Si tratta di una zona balneare simbolo del comune di Santa Croce Camerina, un territorio dove le tematiche edilizie e immobiliari sono da sempre al centro del dibattito, e dove lo stesso Assenza è stato in passato promotore di diverse proposte di condono per le edificazioni a ridosso delle spiagge siciliane.

Interpellato sulla vicenda, Assenza ha ridimensionato il caso parlando di una controversia con il fisco che si protraeva dal 2007, assicurando che una parte dei creditori garantiti verrà comunque soddisfatta al 100%. Per i creditori chirografari (privi di garanzie), invece, il soddisfo si fermerà all’8%. Restano sullo sfondo le polemiche sollevate dalla vendita di un terreno di sette ettari a Chiaramonte Gulfi per 495 mila euro avvenuta nel luglio 2025 a favore di una società di pannelli fotovoltaici; una cessione che, secondo i legali della difesa, è stata regolarmente dichiarata e parzialmente messa a disposizione della procedura per un importo di 140 mila euro.

La vicenda promette di alimentare il confronto politico cittadino nei prossimi giorni, accendendo i riflettori sui confini tra le prerogative legislative, le tutele previste dalla legge sul sovraindebitamento e le responsabilità politiche di chi amministra le istituzioni e il territorio.

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO

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Redazione

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