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La terrazza di Montalbano e la trascrizione “inesatta”: il servizio delle Iene

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Nell’atto di trascrizione con cui si attesta che la famiglia Di Quattro entrò in possesso dell’area demaniale su cui sorge la terrazza di Montalbano, ci sarebbero due errori. Il primo, evidenziato dall’atto ufficiale di compravendita, è l’anno dell’acquisto: si tratterebbe del 1929 e non del 1829, come riporta la trascrizione. Il secondo, ancora più sostanziale, suggerisce che la superficie demaniale entrata in possesso del privato sarebbe di 16 metri quadrati e non 26, come sostenuto dall’attuale proprietario. E che quella stessa area doveva servire a erigere due pilastri di sostegno a un terrazzino (“ove esso volesse contravvenire – si spiega nel documento originale – la vendita verrà di diritto revocata”). Su quella porzione di superficie, invece, sorge la terrazza più famosa d’Italia, dove Luca Zingaretti ha girato alcune delle scene più celebri dalla fiction di Rai 1. E che risulta molto diversa – in altre parole, molto più grande – rispetto alle foto del passato.

Giovedì sera, su Italia 1, è andato in onda il servizio della Iena Gaetano Pecoraro, condito da nuovi particolari. Il più importante, come detto, riguarda il “gap” fra l’atto originario di compravendita e l’atto di trascrizione. Sulla base di quest’ultimo, l’avvocato Di Quattro ha confermato di essere stato assolto nel 1995 per non aver commesso il fatto (abusivismo): “L’atto di trascrizione è più rilevante e fa più fede alla realtà” ha spiegato il proprietario dell’immobile. “La sentenza – ribatte Pecoraro – si basa su un documento pieno di errori. Come fa una trascrizione ad essere più importante dell’originale?”. Le Iene hanno anche mostrato una ingiunzione di demolizione della Capitaneria di Porto – risalente al 1992 – che ordina alla proprietà di sgomberare il suolo e rimetterlo nelle condizioni originarie. E tre verbali, redatti nello stesso periodo da enti diversi, che affermano come la terrazza sia abusiva. Si è espresso anche il Genio Civile di Ragusa: “Se c’è una costruzione abusiva che ricade sul demanio marittimo non è sanabile”. A meno che non intervenga Crocetta: il presidente della Regione ha chiesto e ottenuto che la casa del commissario diventi un monumento storico. Fine dei problemi?

GUARDA IL SERVIZIO INTEGRALE DELLE IENE

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