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Uno screening di massa non è mai banale: ecco cosa scopriremo

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Gentile direttore,

Le scrivo dopo aver appreso dal suo giornale che nella giornata di domenica prossima si svolgerà, presso la piazza del Mercato Vecchio, uno screening di comunità, attraverso i tamponi rapidi antigenici, a tutta la popolazione residente. Ritengo molto importante ed interessante quest’iniziativa proposta e realizzata dall’Asp di Ragusa per tre motivi.

In primo luogo, perché si tratta del primo programma di screening per la ricerca di soggetti Sars-CoV-2 positivi su tutta la popolazione residente che viene realizzato a Santa Croce Camerina. In questo modo si garantisce ad ogni cittadino camarinense la possibilità di accedere ad un test, che seppur non diagnostico, identifica con un buon grado di affidabilità la presenza di un potenziale contagio.

In secondo luogo, perché attraverso questo strumento si potranno individuare precocemente i soggetti asintomatici positivi in modo da isolarli, tracciarne e testarne gli eventuali contatti. In questo modo si contribuisce in maniera non indifferente a bloccare i contagi.

Infine, valutando il numero di soggetti positivi sul totale dei soggetti testati potremo stimare, seppur in maniera non accurata, quanto è l’incidenza dei contagi da Sars-CoV-2 a Santa Croce Camerina in questo momento.

Condivido anche la modalità scelta, ovvero quella del “drive through”. In questo modo si potranno testare tanti cittadini, garantendo un’adeguata sicurezza sia ad essi che agli operatori.

Mettere in atto programmi di screening di massa come questi oggi non è semplice, vista la condizione pandemica e la scarsità di risorse umane ed organizzative del Servizio Sanitario Nazionale. Nel caso specifico, infatti, apprendo che gli operatori del nucleo per le attività di screening degli “Ospedali di Ragusa” – Giovanni Paolo II – Maria Paternò Arezzo svolgeranno la loro attività in regime volontario. Questo è un ulteriore motivo che rende l’iniziativa importante e significativa.

Intendo concludere questa breve riflessione rivolgendomi ai suoi lettori e nostri concittadini, affinché sfruttino nella maniera migliore questa possibilità che l’Asp di Ragusa attraverso il Nucleo per le attività di screening degli “Ospedali di Ragusa” sta concedendo loro.

Dr. Giuseppe Albora
Medico Chirurgo
Medico in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università degli Studi di Firenze

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Redazione

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