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Banti e Tita, oro nella vela, grati al circolo velico di Kaucana

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Hanno portato con sé la bandiera del Circolo velico Kaucana di Santa Croce Camerina e ringraziano con la medaglia d’oro olimpica al collo, dal golfo di Sagami in Giappone, gli amici siciliani per l’ospitalità durante i duri allenamenti preparatori. Caterina Banti e Ruggero Tita, campioni olimpici di vela con il catamarano Nacra 17 foiling, sono stati ospiti del circolo Kaucana e si sono allenati per quasi tre mesi facendo base al porto turistico di Marina di Ragusa, partner del circolo. Uno specchio acqueo considerato per le sue caratteristiche, vicino alle condizioni del golfo di Enoshima, che ha visto trionfare l’equipaggio italiano all’Olimpiade giapponese. “Siamo qui al villaggio olimpico e ci siamo portati la bandiera del circolo, non potevamo non salutarvi – hanno dichiarato i due campioni, in un video al quotidiano on-line La Repubblica – un pezzo di queste medaglie è anche vostro. Grazie per il supporto che ci avete dato in questi allenamenti siciliani”.

“Abbiamo trovato qui a due passi da casa le condizioni migliori per preparare la nostra olimpiade”, aveva detto Gabriele Bruni, allenatore della squadra olimpica, ad aprile, spiegando che orientamento, termica e salti di vento oltre alla tipologia di fondale potevano essere assimilabili alle condizioni che il team avrebbe trovato in Giappone. Mesi di allenamento duri per Caterina Banti e Ruggero Tita che hanno visto tra i protagonisti nel Ragusano anche gli equipaggi di Argentina (campioni olimpici 2016), Inghilterra (campioni del mondo 2020) e Austria, con i quali il team italiano ha elaborato una sorta di patto di lealtà che vietava per esempio, di fotografarsi e filmarsi reciprocamente. Il circolo velico Kaucana, presieduto da Giuseppe Causapruno, ha sostenuto – con la logistica del porto di Marina di Ragusa e il sostegno del Comune di Ragusa – il team italiano. Il presidente della Federazione italiana vela, Francesco Ettorre, ha ringraziato così il circolo: “Siete stati i nostri più grandi sostenitori, avete accolto i nostri atleti come una grande famiglia, li avete coccolati, assistiti e fatti sentire a casa. Il valore del vostro aiuto ha dato a tutti noi, tecnici e atleti, la forza senza cui forse non saremmo riusciti ad arrivare fin qui”.

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