“U scrùsciu fa u maccarrùni, no a sarsa”. Dice così un vecchio e saggio proverbio siciliano. Significa che fare tanto rumore, tanta scena e tanta confusione non serve a dare sostanza alle cose, se poi manca la qualità vera.
A Santa Croce Camerina sembra proprio che la politica si muova seguendo questa filosofia: il paese dove i problemi reali svaniscono con un colpo di bacchetta magica. O meglio, a colpi di grancassa, luci colorate e tartine. Quando la barca affonda e l’acqua arriva alla gola, la nostra amministrazione comunale torna subito a fare l’unica cosa che le riesce davvero col cuore: fare festa!
Mentre i cittadini cercano di capire come evitare i fossi, la giunta lancia il grande evento dell’anno: “FARO IN FESTA: CULTURA, TRADIZIONI E IDENTITÀ”. Una bellissima passerella per distrarre il popolo. Pane e circo, dicevano gli antichi romani. Balli e paillettes, rispondono i nostri.
Ma il vero spettacolo, quello comico e drammatico insieme, è andato in scena nell’ultimo consiglio comunale del 28 maggio. Un consiglio che ha ridefinito le leggi della politica e della logica.
Il Sindaco perde la calma (e soffre di amnesia)
Per la prima volta abbiamo assistito a un evento storico: il Sindaco Peppe Dimartino ha perso il suo mitico “aplomb”. Quando le domande scottano e le risposte mancano, la sua strategia è sempre la stessa. Il copione prevede di accusare l’opposizione di “speculazione politica” e “demagogia”, per poi invocare un magico “senso di responsabilità”.
Il Primo Cittadino è apparso in forte difficoltà e molto contrariato quando gli è stato fatto notare un dettaglio imbarazzante. I suoi attuali discorsi sulla “strumentalizzazione” sono identici, parola per parola, a quelli che faceva chi governava in passato, quando si facevano le stesse identiche battaglie!
Il Sindaco ha provato più volte a difendersi sostenendo di non essere stato all’opposizione. Un piccolo vuoto di memoria! Vogliamo rinfrescargli i ricordi? Durante l’amministrazione Barone, il Sindaco aveva eccome i suoi rappresentanti in aula. E in passato era proprio lui in prima fila a promuovere persino caldissime assemblee pubbliche sulla sicurezza.
Insomma, il Sindaco sembra soffrire di una forte allergia alle critiche. Vorrebbe un’opposizione muta (pari alla sua maggioranza), che applaude e non disturba il manovratore. Peccato che la democrazia preveda il controllo e la critica. Nel frattempo, sulla gestione della strada SP 60, il Comune naviga a vista: non sanno più che pesci prendere.
Il fattore “R” (come Rancore) della giunta
Poi c’è chi brilla per demeriti istituzionali. Parliamo del vicesindaco e assessore Francesco Dimartino. Il suo grande contributo all’ultimo dibattito politico è stato un attacco personale, tutto basato sul rancore, contro il consigliere Mandarà. Un intervento che squalifica l’intero consiglio comunale.
La cosa davvero divertente e ironica? Dimartino sembra aver dimenticato il passato. Chi attacca oggi è proprio la persona che ieri gli ha dato spazio e importanza politica! Dobbiamo infatti ricordare che Dimartino è stato assessore per un breve periodo, da giugno 2017 a febbraio 2018, durante l’amministrazione Barone. All’epoca aveva persino le deleghe a Territorio, Ambiente e Personale. Insomma, un vero colpo di fulmine politico poi finito male.
Oggi molti cittadini si chiedono come mai il Sindaco non riesca a metterlo finalmente in panchina. La sua presenza e i suoi attacchi gratuiti sminuiscono l’immagine di questa amministrazione e di tutta la maggioranza. Perfino la Presidente del consiglio Giorgia Meloni è riuscita a cacciare i suoi ministri pur di non perdere la dignità politica della coalizione. A Santa Croce Camerina, invece, il Sindaco Peppe Dimartino preferisce tenersi stretto il suo assessore, sacrificando l’eleganza istituzionale sull’altare della sopravvivenza della sua giunta.
Lacrime e addii: il dramma ecclesiastico di Luca Agnello
Il colpo di scena finale è stato degno di un film strappalacrime. Il Presidente del Consiglio, Luca Agnello, ha preso la parola con un tono quasi ecclesiastico, solenne e commovente. Una lettera d’addio politico che ha fatto venire gli occhi lucidi persino ai banchi della maggioranza.
Agnello, uno dei padri fondatori della coalizione che ha portato il sindaco alla vittoria, ha aperto gli occhi. Ha annunciato l’addio ufficiale al gruppo “CambiaVerso”. Per dignità politica e per la fine della fiducia verso il sindaco, non lo sosterrà alle prossime elezioni. Rimarrà in sella per coerenza verso gli elettori fino a fine mandato, ma il distacco è totale. Gli equilibri in città sono ufficialmente saltati.
La storiella delle due mucche del contadino
Tutta questa situazione politica ricorda da vicino la famosa barzelletta del contadino e delle sue due mucche, una bianca e una nera. Immaginate un cittadino che va a chiedere conto delle delibere a un assessore di questa maggioranza:
- Il cittadino: “Ma quante delibere utili avete fatto questo mese?”
- L’assessore: “Quale gruppo di delibere? Quelle della mucca bianca o della mucca nera?”
- Il cittadino: “Diciamo quelle della bianca.”
- L’assessore: “La bianca ha prodotto solo feste e sfilate.”
- Il cittadino: “E la nera?”
- L’assessore: “Pure.”
Il cittadino, confuso, continua:
- Il cittadino: “Ho capito… E quanti soldi pubblici avete speso per la manutenzione delle strade?”
- L’assessore: “Per quale mucca? La bianca o la nera?”
- Il cittadino: “La bianca.”
- L’assessore: “Per la bianca abbiamo speso zero euro.”
- Il cittadino: “E per la nera?!”
- L’assessore: “Pure.”
Ormai fuori di sé, il cittadino sbotta:
- Il cittadino: “Ma insomma! Perché mi dividete sempre le risposte tra bianca e nera se poi fate sempre e solo le stesse identiche cose?!”
- L’assessore: “Eh, perché la gestione della mucca bianca è colpa dell’opposizione!”
- Il cittadino: “Ah, ecco! E la mucca nera di chi è colpa?
- L’assessore: “Pure!”
Sipario. La festa del Faro può cominciare. Ma andiamo avanti, perché c’è dell’altro.
Il Campo Largo si sveglia: dalle favole alla realtà
Finalmente è arrivata la sveglia per il Laboratorio politico camarinense! Quello che prima sembrava un gruppo timido, oggi si è trasformato in un vero e proprio esercito. Sono pronti a combattere e a fare fronte comune ovunque, specialmente in consiglio comunale, per difendere i cittadini e mettere il naso tra le “malaffatte” di sindaco e assessori.
E nell’ultimo consiglio è arrivato il momento della verità. La narrazione perfetta raccontata dall’amministrazione si è sciolta come neve al sole di fronte alle interrogazioni dell’opposizione. Le incongruenze sono venute a galla, una dopo l’altra.
- La favola del Parco Giochi:
L’amministrazione si vanta della gestione, ma dimentica un piccolo dettaglio. Quei fondi stavano per andare perduti! L’opera si è salvata solo grazie all’affidamento a un’associazione del terzo settore per rispettare il vincolo dei cinque anni. E non dimentichiamo che quell’area è andata avanti grazie alla custodia di un’associazione e al supporto dei percettori del Reddito di Cittadinanza. Altro che miracolo della giunta!
- Il mistero dei Vigili Urbani stagionali:
Qui l’assessore Dimartino ha letto una ricostruzione preparata dagli uffici, ma ha scordato un pezzo di storia dal 2019 in poi. In quegli anni si avviò una procedura interna per creare una graduatoria. Quella scelta diede lavoro ad alcuni nostri concittadini. Curioso notare che uno di loro, ieri sera, sedeva proprio tra i banchi della maggioranza…
- I Gemellaggi low cost:
L’amministrazione taglia i gemellaggi dicendo di voler risparmiare. Ma i gemellaggi, se gestiti bene, non costano: portano fondi europei, turismo e scambi tra le scuole. Un paese di 11 mila abitanti con una popolazione multietnica merita di stare al centro d’Europa, non chiuso in periferia. Il tempo delle scuse e delle divisioni è finito. È l’ora delle soluzioni.
“CambiaVerso” o “Chi l’ha visto?”: la destra invisibile
Passiamo ora a “CambiaVerso”, la coalizione di Fratelli d’Italia e della destra locale. In aula e fuori dal palazzo sono diventati praticamente invisibili. Nessuno li conosce e nessuno sa chi sono. Un fantomatico esercito che si sta sgretolando sotto i colpi dell’opinione pubblica.
Mai un intervento forte per dare peso all’amministrazione su temi caldi come la sicurezza o la viabilità. Dovevano rappresentare il “nuovo” e il cambiamento. Si sono rivelati il vecchio conservatorismo, soprattutto quello legato all’attaccamento alle poltrone e a vecchie logiche di clientelismo.
Il caso più clamoroso riguarda l’assessore con delega alle Pari Opportunità e alle Politiche di contrasto alla violenza di genere. Parliamo della mancata installazione della “Cassetta Rossa”, un’iniziativa sociale donata dalla comunità per raccogliere le richieste d’aiuto dei soggetti più fragili.
L’assessore ha bloccato il progetto tirando in ballo una scusa incredibile: i motivi di privacy (GDPR)! L’opposizione è saltata sulla sedia e ha contestato duramente la decisione. Le leggi sulla privacy servono a tutelare le persone, non a bloccare gli aiuti sociali. Le procedure tecniche per rispettare le regole esistono, basta volerle trovare. Dietro lo scudo della burocrazia si nasconde solo una netta chiusura politica. Insomma, abbiamo assistito al triste spettacolo di una donna contro le donne.
Conclusione
La parabola di questo consiglio comunale ci lascia una lezione amara ma chiarissima sulla nostra politica locale. Abbiamo una destra di “CambiaVerso” che è scarsissima a dire le bugie, e un centro-sinistra del “Laboratorio Politico” che è altrettanto scarso a far valere le verità. Davanti a questo scenario, persino il nostro Presidente del Consiglio Luca Agnello, dopo il suo commovente discorso d’addio, potrebbe congedare l’aula con una formula perfetta: “La messa è finita, andate in pace, Fratelli (d’Italia)!”