In merito al recente comunicato del Libero Consorzio Comunale di Ragusa relativo ai lavori sulla S.P. 60 “Ragusa – Malavita – Santa Croce Camerina”, il gruppo consiliare “Insieme per Santa Croce” esprime “forte preoccupazione per le soluzioni viarie prospettate”.
La nota:
Nessuno mette in discussione l’importanza di un’opera strategica che prevede l’allargamento della carreggiata, la rotatoria di Magazzè e la regimazione delle acque; tuttavia, riteniamo inaccettabile che la sicurezza sanitaria di un’intera comunità venga gestita sulla base di stime approssimative.
𝟏. 𝐈𝐥 𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 “𝟒 𝐦𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢”: 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭à 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐥𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢
Il Libero Consorzio definisce “fisiologico” un incremento di 4 minuti nei tempi di percorrenza. Noi non accettiamo questa rassicurazione generica. La S.P. 60 è la direttrice naturale tra Santa Croce e l’Ospedale “Giovanni Paolo II” (18 km in 18 minuti). Il percorso alternativo proposto (S.P. 36 e S.P. 25) allunga il tragitto a circa 30 km, con tempi stimati di 35-40 minuti. Com’è possibile che 12 km di differenza si traducano in soli 4 minuti di ritardo? In medicina d’urgenza (infarti o ictus), 4 minuti sono il confine tra la vita e la morte.
𝟐. 𝐓𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨
Quando si parla di viabilità sanitaria servono dati tecnici concreti e verificabili. Chiediamo che il Libero Consorzio pubblichi la relazione tecnica e le simulazioni dinamiche che giustificano il dato dei 4 minuti, indicando:
⦁ Tempi di percorrenza reali rilevati nelle ore di punta e nei periodi di afflusso turistico;
⦁ Valutazione delle criticità (rotatorie e intersezioni) presenti sulla S.P. 25;
⦁ Il parere tecnico scritto dell’ASP di Ragusa e del sistema 118.
𝟑. 𝐒𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐞𝐱 𝐒𝐏 𝟏𝟏𝟎: 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 “𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐁”
Nutriamo forti dubbi che la ex SP 110 Magazzè-Spinazza, una strada secondaria, possa reggere carichi pesanti e flussi costanti per due anni senza trasformarsi in un collo di bottiglia pericoloso per i mezzi di soccorso. Non basta la “pulizia dalle erbacce”: deve essere garantita la massima sicurezza strutturale.
𝟒. 𝐏𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚: 𝐓𝐞𝐜𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐞 𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚
Siamo nel 2026. Perché non è stata prevista l’installazione di semafori intelligenti o di un sistema di telecontrollo con priorità semaforica? Tali tecnologie permetterebbero ai mezzi di soccorso in codice rosso di percorrere la S.P. 60 in totale sicurezza, bloccando temporaneamente il flusso opposto. Non accettiamo che “ragioni di cantiere” prevalgano sul diritto alla salute.
𝐂𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐀𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢
Non si può pianificare un’opera pubblica ignorando le rotte vitali del soccorso sanitario. Chiediamo un incontro urgente e un sopralluogo tecnico alla presenza dei rappresentanti del 118 e del Libero Consorzio.
Ci riserviamo di esercitare ogni diritto di accesso agli atti per verificare la fondatezza tecnica delle stime fornite. Invitiamo la cittadinanza a restare vigile: la viabilità può attendere, il cuore di un paziente no. La trasparenza non è un optional, ma un dovere verso Santa Croce.
Pietro Mandarà e Gaetano Riva del Gruppo Consiliare “Insieme per Santa Croce”