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Santa Croce, allarme soccorsi per i lavori sulla S.P. 60: interrogazione dei consiglieri Mandarà e Riva

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Due anni di lavori e un senso unico che rischia di compromettere i collegamenti vitali con l’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa. È questo il fulcro dell’Interrogazione presentata dai consiglieri comunali Pietro Mandarà e Gaetano Riva, del gruppo “Insieme per Santa Croce”, in merito al cantiere di ammodernamento della S.P. 60 “Ragusa – Malavita – Santa Croce Camerina” (p. 1).

Il problema della viabilità
Dall’11 maggio, il tratto tra il km 13 e il km 15 sarà percorribile solo in direzione Ragusa-Santa Croce. Chi dal centro camarinense, dalla fascia costiera o dalle periferie deve raggiungere il capoluogo per un’emergenza dovrà invece affrontare percorsi alternativi, con un inevitabile allungamento dei tempi di percorrenza.

I rischi per la salute
“In situazioni di emergenza-urgenza, anche pochi minuti possono fare la differenza”, avvertono i consiglieri nel documento (p. 2). Il timore è che l’imbuto stradale renda “obbligatorio” il trasferimento dei pazienti verso l’ospedale “Guzzardi” di Vittoria, anche quando le patologie richiederebbero le specialistiche d’eccellenza presenti a Ragusa (pp. 1-2).

L’illogicità del senso unico
Il cuore della critica mossa dal gruppo “Insieme per Santa Croce” riguarda la direzione del flusso veicolare. Se il cantiere deve durare due anni, perché privilegiare la corsia che porta verso il comune costiero? “Le emergenze cliniche partono da Santa Croce per raggiungere i reparti specializzati del Giovanni Paolo II di Ragusa”, spiegano i consiglieri. L’interrogazione suggerisce ufficialmente di valutare l’inversione del senso di marcia, rendendo la S.P. 60 percorribile proprio in direzione del capoluogo, per non intralciare le ambulanze.
Il peso delle deviazioni
Attualmente, i percorsi alternativi stabiliti dal Comune di Santa Croce Camerina impongono pesanti variazioni. Per i mezzi sopra i 35 quintali diretti a Ragusa, l’obbligo è di utilizzare le S.P. 36 e S.P. 25 o, in alternativa, le S.P. 20 e S.P. 13. Si tratta di arterie che allungano notevolmente i tempi di percorrenza. I siti specialistici come Worksafe Traffic Control ricordano che le rotte alternative dovrebbero essere studiate per minimizzare i ritardi, ma in questo caso il rischio è di congestionare strade secondarie non adatte a flussi di emergenza costanti.

Le richieste all’Amministrazione
Mandarà e Riva chiedono al Sindaco e all’Assessore alla Viabilità se sia stato pianificato un protocollo d’emergenza con l’ASP di Ragusa e se siano state studiate soluzioni tecniche — come semafori intelligenti o deroghe al senso unico per i mezzi di soccorso in codice rosso — per garantire che il diritto alla salute dei cittadini non venga penalizzato dalla durata del cantiere (p. 2).

 

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