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Civico di giorno, Fratello di Notte. Il pagellone della Giunta di Santa Croce tra fiamme nascoste e cassette rosse smarrite

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Il Video e la foto allegati sono generati con AI

Benvenuti all’annuale fiera del “vorrei ma non posso”, o meglio, del “deliberiamo ma non appaltiamo”. Amministrare una perla come Santa Croce Camerina, con le sue frazioni balneari e il suo carico di aspettative storiche, non è robetta da poco. Eppure, guardando l’attuale Giunta Comunale, si ha come l’impressione di assistere a un eterno cantiere delle idee dove però mancano sempre i mattoni.

Per decifrare il codice segreto di questa amministrazione e ridere (per non piangere) delle tante promesse rimaste al palo, abbiamo applicato la moderna scienza degli acronimi direttamente ai giudizi del nostro severissimo “Pagellone di quasi fine mandato”. Ecco la mappa per orientarsi nel labirinto del municipio.

🗳️ 𝐈𝐥 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨: 𝐆.𝐈.𝐔.𝐒.𝐄.𝐏.𝐏.𝐄. (𝐃𝐢𝐦𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐨) – 𝐕𝐨𝐭𝐨: 𝟔 – – (Sufficienza stiracchiata)
• Grandi
• Illusioni
• Urbanistiche,
• Segnate da
• Eterni
• Progetti
• Pubblici
• Evanescenti.

𝐈𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨: L’alunno Giuseppe si applica e la buona volontà non si nega a nessuno, tanto da strappare una sufficienza di stima. È imbattibile nei temi di italiano e nelle pubbliche relazioni: i suoi video social in cui narra una Santa Croce futuristica meritano un voto alto per lo stile. Più che un primo cittadino vecchio stampo, sul web si muove con il carisma di un attore consumato, un vero e proprio “George Clooney” di Palazzo del Cigno prestato alla politica locale. La sufficienza però scricchiola non appena si passa alla pratica, dove la realtà dei fatti fatica a stare dietro alle sue slide e ai suoi ciak commerciali.

𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐫𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐞: Il suo vero limite è che non accetta le critiche, nemmeno quelle costruttive. Per lui il mondo si divide in sostenitori e “nemici della patria”. Qualsiasi appunto sollevato dalla minoranza viene liquidato con il suo dizionario preferito: per il Sindaco è tutto “strumentale”, “demagogico” o pura “speculazione politica”. Chi osa far notare che qualcosa non va viene subito bollato come “disfattista” o condannato al confino dell'”isolamento politico”.

𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐨𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐢 (𝐟𝐚𝐧𝐭𝐚)𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚: Il colmo è che l’isolamento politico di cui soffre è tutto farina del suo sacco. Il nostro “George” nazionale si è avventurato in un Risiko d’aula letale: è riuscito nella clamorosa impresa di perdere pezzi storici per strada — nientemeno che il “suo” Presidente del Consiglio Comunale (un autogol da campionato di Promozione) — per poi imbarcare in maggioranza due consiglieri di cui il paese ignora l’utilità. Due innesti che non hanno portato un briciolo di valore aggiunto alla causa comune, ma che in compenso hanno fatto saltare i ponti per qualsiasi futura, reale alleanza strategica in vista delle prossime elezioni. In fondo, il Sindaco non può proprio fare a meno dei suoi fedelissimi: sa bene che, se mollasse la presa, “il tale” di turno si trasformerebbe subito nel Putin della situazione. E poiché Santa Croce non può permettersi una guerra geopolitica in salsa locale, a Palazzo del Cigno preferiscono di gran lunga l’approccio pacifista: mettere i fiori nei cannoni, anzi, direttamente nei balconi (fioriti). What else?

𝐈𝐥 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐞𝐫𝐨𝐞 (𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨): Ma la chicca più spettacolare del suo mandato è lo show del camuffamento identitario. Assistere al tentativo del Sindaco Dimartino di nascondere la fiamma che gli arde nel taschino è una scena di un’ironia irresistibile. È un po’ come vedere un supereroe che nega la sua identità segreta nonostante porti il costume ben visibile sotto la camicia: il Sindaco giura e spergiura ai quattro venti di essere rigorosamente “civico”, ma poi lo trovi puntualmente a ogni evento, raduno o passerella di Fratelli d’Italia. È sempre lì, sorridente e in prima fila, provando a fare la faccia di un turista capitato per puro caso a una convention di partito. Insomma: civico di giorno, Fratello (d’Italia) di notte.

⛔ 𝐈𝐥 𝐕𝐢𝐜𝐞𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨: 𝐅.𝐑.𝐀.𝐍.𝐂.𝐄.𝐒.𝐂.𝐎. (𝐃𝐢𝐦𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐨) – 𝐕𝐨𝐭𝐨: 𝟑 (𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨)
• Fortunato
• Rappresentante,
• Animato
• Nell’aula,
• Crea
• Eterni
• Scontri
• Con
• Ostinata intransigenza.

𝐈𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨: Il miracolato della classe. È riuscito a portarsi a casa la doppia, pesantissima poltrona di assessore e vicesindaco con un bottino elettorale personale decisamente formato pocket. Una fortuna sfacciata che nella giungla della politica non capita quasi mai. Invece di ringraziare la sorte mostrando flessibilità e spirito istituzionale, si comporta spesso come il bastian contrario della prima fila: perennemente d’assalto con le opposizioni, spigoloso nei modi e decisamente refrattario al compromesso sui dossier tecnici.

𝐈𝐥 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨: La rigidità mostrata nei confronti del dibattito consiliare ha alzato un muro invalicabile con la minoranza. L’atteggiamento poco incline al dialogo del vicesindaco non è solo un problema di stile, ma un vero e proprio autogol strategico per il primo cittadino. Senza questo costante fattore di isolamento e asprezza, l’amministrazione avrebbe potuto tessere alleanze più ampie, dialogare costruttivamente e blindare la coalizione in vista delle prossime elezioni. Mandarlo dietro alla lavagna per un corso di diplomazia sarebbe un bene prima di tutto per la sua stessa maggioranza.

🏃‍♂️ 𝐋’𝐀𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐩𝐨𝐫𝐭: 𝐃.𝐀.𝐕.𝐈.𝐃.𝐄. (𝐌𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫à) – 𝐕𝐨𝐭𝐨: 𝟔 – (𝐈𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞𝐬𝐚)
• Dialogo
• Autonomo e
• Valido,
• Interviene
• Discutendo
• Effettivo merito.

𝐈𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨: La ex mosca bianca della classe. L’alunno Davide rischiava di portarsi a casa una promozione piena, dimostrando di essere forse l’unico vero politico con competenze tecniche all’interno di questa Giunta. A differenza dei suoi colleghi di banco, ha avuto a lungo l’enorme pregio di non scendere nel fango della polemica spicciola e di mantenere un profilo da moderato, tenendo lontano lo spettro del “meloniano d’assalto”.

𝐋𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 (𝐈𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞𝐬𝐚): Purtroppo, anche i più disciplinati scivolano sulla buccia di banana. A rovinare la media ci ha pensato un suo recente intervento critico rivolto nei confronti del Presidente del Consiglio Agnello. Una stoccata giudicata da molti decisamente fuori luogo, soprattutto perché sferrata nell’assoluta impossibilità di un contraddittorio directo. Lanciare il sasso e nascondere la mano (o far sì che l’altro non possa raccoglierlo) non è proprio un gesto da perfetto scolaro.

𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐫𝐭ù 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 (𝐩𝐞𝐫𝐝𝐮𝐭𝐨): È un peccato, perché quando c’è da discutere in aula in modo trasparente, sa rispondere punto su punto nel merito delle questioni, rispettando il ruolo delle opposizioni. A questo scivolone istituzionale si aggiunge una preoccupante tendenza all’assenteismo sul territorio riscontrata nell’ultimo periodo, con una presenza nelle frazioni calata vistosamente. Il voto si abbassa a un 6 meno meno: le capacità ci sono, lo stile stavolta è mancato, e lo aspettiamo di nuovo presente (e più corretto) tra le strade del paese.

📁𝐋’𝐀𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨: 𝐌.𝐀.𝐑.𝐈.𝐀.𝐓.𝐄.𝐑.𝐄.𝐒.𝐀. (𝐁𝐚𝐫𝐨𝐧𝐞) – 𝐕𝐨𝐭𝐨: 𝟔 – (𝐃𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐚)
• Misurata,
• Affabile,
• Riesce ad
• Integrare
• Attività
• Tecniche
• Eseguendo
• Rigorosamente
• Esercizi
• Senza
• Ambiguità.

𝐈𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨: L’alunno disciplinato che non crea problemi. Mariateresa si porta a casa una sufficienza piena e meritata grazie a una presenza che in municipio si è distinta per essere sempre leggera, operosa e mai ingombrante. Ha svolto con precisione geometrica i “compitini di classe” che le sono stati assegnati dal Sindaco, senza mai cedere alla tentazione di invadere i campi altrui o di sovrapporsi ai colleghi di Giunta.

𝐄𝐥𝐞𝐠𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞: In un’aula consiliare spesso tesa e incline allo scontro, ha mantenuto un profilo contraddistinto da una rara eleganza di spirito e di anima. Lontana dai riflettori della polemica e dai personalismi, rappresenta la quota di serenità burocratica di questa amministrazione. Svolge il suo spartito senza stonature. In una Giunta ricca di primedonne e di “detonatori” politici, la sua pacata operosità è una boccata d’aria fresca.

𝐋’𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐮𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨: Un piccolo scivolone da matita blu, però, va registrato. All’Assessore Stefania Barone, che evoca concetti come “coerenza” e “poltrone”, replichiamo che la coerenza si misura esclusivamente sui fatti. Trovarsi sul groppone debiti fuori bilancio causati da falle informatiche non gestite per oltre un anno è il vero certificato di fallimento della sua passata delega alla digitalizzazione. Meno lezioni e più bit, grazie.

🔄 𝐋’𝐀𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐢 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢: 𝐑.𝐎.𝐁.𝐄.𝐑.𝐓.𝐀. (𝐈𝐚𝐜𝐨𝐧𝐨) – 𝐕𝐨𝐭𝐨: 𝟒 (𝐁𝐨𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐚)
• Ridotto
• Orizzonte,
• Blocca
• Espressioni
• Realmente
• Tutelanti e
• Affettuose della comunità.

𝐈𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨: Una pesante delusione. L’alunno Iacono, nonostante la sua formazione da avvocato da cui ci si aspetterebbe rigore e sangue freddo, dimostra di avere ancora moltissimo da studiare in materia di grammatica politica. In aula e nel dibattito pubblico si è distinta più per i toni stizzosi e per una cronica mancanza di aplomb istituzionale che per i risultati amministrativi, finora non pervenuti.

𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐨𝐜𝐢𝐫𝐜𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞: La vera macchia del suo percorso è stata la gestione delle politiche di genere. Invece di fare scudo attorno ai soggetti deboli, si è resa protagonista di un’inspiegabile chiusura contro le iniziative a sostegno delle donne vittime di violenza. L’emblema di questo fallimento politico e umano è la mancata installazione della “Cassetta Rossa”: un’iniziativa sociale nata come dono spontaneo della comunità per tendere una mano alle persone fragili, che l’assessorato è riuscito a congelare nella burocrazia o nell’indifferenza delle stanze comunali.

📉 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞: 𝐆𝐢𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐈𝐍𝐒𝐔𝐅𝐅𝐈𝐂𝐈𝐄𝐍𝐓𝐄
Alla fine dei conti, l’attuale scacchiere di Palazzo del Cigno dimostra una nuova ed esilarante legge della matematica politica: a forza di imbarcare a bordo consiglieri a “zero calorie” con l’unico scopo di fare terra bruciata attorno alle opposizioni, la Giunta è riuscita nel miracolo più grande… isolare se stessa.

Finché la comunicazione social viaggerà alla velocità di una Ferrari e i cantieri reali si muoveranno a passo di lumaca, ai cittadini di Santa Croce non rimarrà che sorridere davanti a questo severissimo Pagellone. Il nostro “George Clooney” locale ha provato a blindare la sua fortezza, ma a furia di giocare a Risiko con i suoi stessi alleati rischia la più classica delle disfatte. Dopotutto, dalle nostre parti si dice sempre: “𝙐 𝙥𝙪𝙧𝙥𝙪 𝙨𝙞 𝙘𝙤𝙘𝙞 𝙘𝙪 𝙡𝙖 𝙨𝙤’ 𝙨𝙩𝙞𝙨𝙨𝙖 𝙖𝙘𝙦𝙪𝙖”. Traduzione per i non residenti: questa amministrazione si sta cucinando da sola nel proprio brodo di rigidità e isolamento. In vista del traguardo elettorale, un consiglio spassionato al Sindaco: spenga lo smartphone, metta da parte i copioni e si guardi le spalle. Perché, a giudicare dai voti in pagella, il vero pericolo non arriva dai banchi della minoranza, ma dai vicini che siedono sulla sua stessa poltrona.

🎯 𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐜𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢
E a voi, cari concittadini e lettori, che da quattro anni assistete a questa commedia dell’assurdo alternando un “mi piace” su Facebook a una buca schivata per miracolo per strada, lasciamo l’enigma finale. Quando sarà il momento di tornare alle urne, ricordatevi di questo Pagellone. Perché va bene ridere della satira, va bene guardare i video patinati con i fiori nei balconi, ma poi, alla fine della fiera, i mattoni per ricostruire il paese dobbiamo metterceli noi. E voi, che voto dareste a chi vi ha raccontato una Santa Croce da fanta-cinema mentre la realtà restava ferma al palo? La matita, presto, tornerà nelle vostre mani: vedete di non usarla solo per fare scarabocchi.

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