Un mistero teologico-politico agita la provincia di Ragusa. Il grande rilancio del Centrodestra è avvenuto solo a Modica. Un accordo perfetto tra Forza Italia e Fratelli d’Italia.Negli altri comuni regna il caos più totale.
La risposta, sussurrano i maligni, è geografica. Modica è la terra dell’Onorevole Nino Minardo, Commissario regionale di Forza Italia. Lì, evidentemente, l’aria profuma di cioccolato e diplomazia, e l’azzeramento della Giunta Monisteri è scivolato via liscio come una granita in estate. Lì il “collante” ha funzionato. Ma appena si esce dai confini della Contea, la colla si trasforma in colla vinilica scaduta.
Il Manuale Cencelli in Salsa Iblea
I vertici provinciali sognavano una grande mossa geopolitica. Volevano applicare il modello Roma-Palermo ai comuni locali. Un perfetto Manuale Cencelli basato sullo scambio di cortesie: assessori forzisti dove governano i meloniani e poltrone di Fratelli d’Italia dove comandano gli azzurri.
Ai tavoli provinciali l’atmosfera era quella delle grandi occasioni. Per Forza Italia sedevano stabilmente il coordinatore Giancarlo Cugnata e il redivivo Innocenzo Leontini, mentre per Fratelli d’Italia la delegazione sfoggiava i suoi calibri pesanti: il senatore Salvo Sallemi e il capogruppo all’ARS Giorgio Assenza e il coordinatore provinciale Giovanni Moscato. L’asse doveva blindare quattro città strategiche: Ragusa, Modica, Comiso e Santa Croce Camerina. A Modica e Ragusa erano tutti pronti a firmare, ma quando la pratica è arrivata a Comiso e Santa Croce, la musica è cambiata radicalmente.
La Mappa del Rifiuto (e il Padrino Politico)
- Ragusa: Qui l’operazione si farà, e anche subito. Il sindaco Peppe Cassì apre le porte della giunta a Fratelli d’Italia. A spingere sull’acceleratore è Gianni Giuffrida, futuro aspirante sindaco. Il motivo? Puro pragmatismo elettorale: i meloniani portano in dote un patrimonio stimato di ben 1.800 voti. Un tesoretto che fa gola a chiunque progetti la scalata a Palazzo dell’Aquila. Cugnata e Leontini possono finalmente brindare al secondo successo del “modello Modica”.
- Comiso & Santa Croce Camerina: Qui i rispettivi sindaci sono rimasti assolutamente inamovibili nell’intendimento di non fare alcuno spazio alla coalizione, tanto meno a soggetti non graditi.
Dietro questa improvvisa rigidità si nasconde il vero cortocircuito geopolitico del tavolo. L’onorevole Giorgio Assenza è storicamente il “padrino politico” sia di Maria Rita Schembari a Comiso che di Peppe Dimartino a Santa Croce Camerina. Guarda caso, Assenza vive una palese e accesa concorrenza con il collega di partito Salvo Sallemi per i futuri posizionamenti politici nella provincia e alla regione. Tutto porta a pensare che sia stato proprio il “padrino” Assenza a blindare i suoi sindaci e a far saltare il banco. Un modo elegante per dimostrare a Sallemi (e a Forza Italia) chi comanda davvero in quei territori.
Il Paradosso di Santa Croce
A Santa Croce il matrimonio non s’aveva da fare. Il tavolo provinciale predicava una finta pace. La realtà locale mostra una frattura del tutto insanabile. Forza Italia siede stabilmente sui banchi dell’opposizione. Conduce una battaglia quotidiana contro il sindaco Peppe Dimartino.
Il primo cittadino di Fratelli d’Italia ha spento i sogni. Ha definito “innaturali” i nuovi innesti in giunta. Ha escluso categoricamente variazioni per questa legislatura.Una chiusura netta che azzera i margini di manovra.
Gli esponenti locali di Forza Italia ringraziano sentitamente. Nessuno voleva salire sul carro a un anno dal voto. Troppo rischioso pagare il conto delle docce di Punta Secca.
Soprattutto senza aver fatto nemmeno un bagno al mare.
La Vendetta della “Partecipazione Passiva”
Il no di Comiso e Santa Croce Camerina ridisegna la mappa politica. L’asse regge solo a Modica e Ragusa, lasciando fuori gli altri due comuni. Questo rifiuto indebolisce Forza Italia nei territori esclusi oggi. Ma regala agli azzurri totale libertà strategica domani.
Il partito sarà libero da vincoli matrimoniali futuri. Potrà fare qualsiasi alleanza nei comuni non allineati. Oppure sceglierà la via della partecipazione passiva. Sia nelle future campagne elettorali nazionali che regionali.
I big azzurri potrebbero semplicemente disertare i palchi. Niente comizi, niente foto di rito, zero mobilitazione di macchine elettorali. Un silenzio assordante che negherà i voti agli alleati meloniani.
Del resto, il quadro per la coalizione è già abbastanza complesso. Alle cronache recenti tra arresti e rinvii a giudizio si rischia di sommare altro. Si potrebbero aggiungere proprio queste imbarazzanti défaillance interne. I primi risultati di questa imminente guerra fredda già si intravedono.
Il Centrodestra provinciale voleva lanciare il modello Modica su scala totale. Ha ottenuto solo un asse a metà e il modello “ognuno per sé”.