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Il senso unico della Sp60 e i registi di Fantapolitica

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Il successo di un Pagellone satirico non si misura dai “mi piace”, ma dal livello di nervosismo che scatena nei corridoi del municipio. E a giudicare dai commenti piccati giunti in redazione da parte di alcuni lettori decisamente vicini all’amministrazione, il termometro politico di Santa Croce segna temperature da pieno luglio. Quando la difesa della Giunta non ha più argomenti tecnici, scattano puntuali le accuse personali e i complotti da fantapolitica. Mettetevi comodi, rispondiamo a tutti.

🏛️ 𝐋’𝐀𝐁𝐂 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚: 𝐬𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 (𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚)
Prima di rispondere ai singoli passaggi, è necessario fare una piccola lezione di educazione civica a chi dimostra di avere le idee parecchio confuse. Qualcuno si chiede perché il Pagellone abbia preso di mira il Sindaco Dimartino e i suoi assessori. La risposta è talmente semplice che persino un sostenitore della maggioranza dovrebbe arrivarci: in democrazia si mette a giudizio chi amministra, chi gestisce i soldi pubblici e chi ha il potere di decidere [comunicazione trasparente/ironica].

La Giunta Comunale ha in mano il timone del paese, firma le delibere, apre (o blocca) i cantieri e risponde dei servizi ai cittadini. La satira e la critica politica colpiscono lì, dove risiede il potere esecutivo.

I consiglieri di maggioranza e di opposizione, il Presidente del Consiglio e i singoli partiti santacrocesi svolgono ruoli completamente diversi. Certo che giudicheremo anche loro! Ma lo faremo in un’altra ottica, con parametri differenti e in un prossimo, imminente appuntamento, analizzando anche il momento attuale – politicamente alquanto bizzarro – che stanno vivendo i partiti a Santa Croce. Un passo alla volta, non spingete: c’è un voto per tutti.

🛣️ 𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐟𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒.𝐏.𝟔𝟎 𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐦𝐨𝐬𝐬𝐨
Passiamo ora ai commenti. Un lettore, con affetto quasi scolastico, mi scrive: “Carissimo Prof, quando scrivi mi sembri come la S.P.60 a senso unico”. Poi evoca scenari da thriller, parlando di un “Regista” occulto che muove i fili del Laboratorio politico, di un misterioso manifesto prima pubblicato, poi rimosso dal “V.A.R. della politica” e di attori destinati a diventare comparse.

Caro amico, paragonare la satira ai lavori di ammodernamento di quella strada è un assist meraviglioso. La S.P.60 è a senso unico perché, esattamente come la realtà di Santa Croce Camerina, è un cantiere eterno e infinito le cui deviazioni fanno girare la testa ai cittadini. Se la mia satira vi sembra “a senso unico”, è solo perché i fatti amministrativi vanno tutti nella medesima direzione: quella delle slide infinite e dei servizi al palo.

Quanto alla storia del manifesto pubblicato e rimosso in pochi minuti su ordine del “VAR politico”, vi svelo un segreto: la politica non è un film di Hollywood diretto da un “Regista” misterioso. Se qualcuno lancia un manifesto e poi lo ritira dopo cinque minuti per paura del VAR, non siamo davanti a un complotto geopolitico, ma a un banalissimo autogol da dilettanti allo sbaraglio. Chi ha paura del giudizio dell’aula o della piazza si elimina da solo. Gli attori di questa maggioranza sono già diventati semplici comparse nel teatro social del Sindaco “George Clooney”. Non c’è bisogno che saltino: si sono già accomodati spontaneamente dietro le quinte.

🎪 “𝐅𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐭𝐢𝐫𝐚”: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐦𝐨𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨
Il secondo commento, decisamente più sobrio e forbito, recita testualmente: “Loro si nascondono dietro questo Ademar Prani che fa pena pure nella satira e nella critica… Mai pagliacciate simili in politica”.

Qui tocchiamo vette di altissimo aplomb istituzionale. Quando un sostenitore della maggioranza definisce la satira una “pagliacciata che fa pena”, di solito significa una cosa sola: la veridicità dei colpi ha fatto centro. Dire che Ademar Prani “fa pena” è il classico riflesso condizionato di chi, non sapendo come giustificare i 3 in pagella o i debiti fuori bilancio della digitalizzazione, prova a rompere il termometro per nascondere la febbre.

𝐋𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐞 “𝐩𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚”, caro il mio commentatore d’assalto, non sono gli articoli di giornale firmati con uno pseudonimo (una tradizione nobile che risale a secoli di giornalismo e libertà di pensiero). Le vere pagliacciate sono i teatrini d’aula in cui si nega il contraddittorio, le passerelle di partito in cui ci si dichiara “civici” sventolando la fiamma nel taschino, e le cassette rosse contro la violenza bloccate dalla burocrazia. Quella è la vera messinscena, e purtroppo per voi il biglietto lo pagano i cittadini.

🎯 𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐜𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐢 “𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨”

Abbeveratevi pure alle fonti della propaganda ufficiale, continuate pure a gridare al complotto ogni volta che un articolo non tesse le lodi dei vostri beniamini. Ma rassegnatevi: Ademar Prani non smetterà di fare il grillino parlante di questa città. Finché confonderete la critica con l’offesa e la satira con il complotto, continuerete a confermare punto su punto i voti che vi abbiamo assegnato.

Nel frattempo, cari lettori, tenetevi pronti. Stiamo già preparando le schede di valutazione per il Consiglio Comunale e l’analisi sullo stato di salute (o di coma profondo) dei partiti locali. Suggeriamo agli interessati di studiare parecchio, perché il “Prof” non fa sconti e, soprattutto, non viaggia sulle deviazioni della S.P.60.

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