Home News Cronaca Il mare non restituisce il corpo di Bufardeci, scomparso a Natale. Anche gli amici sono sfiduciati
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Il mare non restituisce il corpo di Bufardeci, scomparso a Natale. Anche gli amici sono sfiduciati

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Dopo oltre una settimana di vane ricerche le speranze iniziano a venire meno. Bruno Bufardeci non si trova. L’impegno delle forze dell’ordine nelle ricerche, che proseguono in maniera ordinaria sebbene con minore intensità rispetto ai primi giorni, non ha, ad oggi, portato alcun risultato circa il ritrovamento del cinquantenne ragusano, scomparso la vigilia di Natale al largo di Punta Secca. E nemmeno la forza dell’attesa, quella fatta convergere da familiari ed amici, nell’auspicio di far concretizzare qualcosa, in direzione di quel mare da lui portato nel cuore, hanno potuto nulla. Bufardeci non ha più fatto ritorno da quella battuta di pesca subacquea e, forse, non lo farà mai. I giorni passano e questa consapevolezza inizia a radicarsi sempre più nell’animo di chi spera, una di queste mattine, di svegliarsi e di poter placare quel senso di incessante attesa che non dà pace a chi lo attende da giorni senza tuttavia avere alcun riscontro. Non c’è più quel via vai incessante di curiosi al porticciolo della frazione a mare di Santa Croce mai lasciata da quel clima temperato fuori stagione che invita a non abbandonare quella spiaggia tanto ospitale, quel mare piatto e sempre allettante. Quello che, con ogni probabilità, ha convinto Bufardeci a scendere nel suo blu con la serenità e il piacere di sempre, in una mattina speciale come quella di Natale, magari per offrire ai suoi ospiti delle feste un lauto banchetto. Qualcuno passa a guardare, ogni giorno, alla stessa ora. Come una sentinella silente butta sempre un occhio a quell’orizzonte tanto suggestivo. “Forse non ce lo restituirà più il mare – commentano gli avventori del porticciolo, vecchie conoscenze di un amico tanto amato dalla sua Punta Secca – ma noi guardiamo, non sia mai che riusciamo a scorgere qualcosa. Ormai, difficile, ma noi ci proviamo lo stesso”.
Fonte: La Sicilia
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