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La dimissioni del Papa fra salute e profezie: è comunque una grande lezione d’umiltà

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Nostradamus o Malachia o soltanto un ‘grande’ uomo che decide in piena autonomia cosa è giusto fare per il bene di tutti gli altri? Dopo l’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI, fatto in un Concistoro indetto per la canonizzazione dei martiri di Otranto, in tutto il mondo ci s’interroga sui motivi che stanno alla base di questa decisione che resterà nella storia. Benedetto XVI è il quarto papa che dall’anno 1000 fino ad oggi ha deciso (o è stato costretto) di dimettersi: prima di lui l’hanno fatto Papa Benedetto IX (1032-1045), Papa Celestino V, detto il Papa del Gran rifiuto (rimase in carica dal 29 agosto al 13 dicembre 1294), Papa Gregorio XII (in carica dal 1406 al 1415). Dall’inizio del papato e fino all’anno 1000 altri tre papi hanno lasciato il loro ministero: Papa Clemente I (in carica dall’88 al 97), Papa Ponziano (in carica dal 230 al 235), Papa Silverio (in carica dal 536 al 537). Perché sulla decisione del Papa si richiamano alla memoria Nostradamus e Malachia? Semplice, sia l’uno sia l’altro, a dire di chi ci crede, avevano già ‘profetizzato’ la breve durata di questo pontificato per far si che con l’ultimo pontefice, chiamato ‘Pietro o Piero il Romano’, iniziasse il periodo pre-Apocalisse. Fantaipotesi a parte, l’unica cosa certa è che nella prossima Pasqua un nuovo Pontefice della Chiesa di Roma celebrerà i riti della Passione e della Resurrezione di Cristo, mentre l’attuale Papa, non più tale, pregherà all’interno di un antico monastero sito all’interno del vaticano. In questa epoca, nella quale ci stiamo abituando a tutto e al contrario di tutto, poteva sicuramente succedere anche questo, anche se sembrerà strano pensare che un Papa coabiti con un ex-Papa. Per chi, come me, è un credente, anche questo evento rientra nei ‘piani’ di Chi, pur lasciandoci liberi di agire, ha i suoi ‘obiettivi’ da raggiungere. Forse l’obiettivo è di far capire agli uomini di oggi come l’umiltà, tanto trascurata e dimenticata, debba essere riscoperta e valorizzata, se si vuole che la società umana continui il suo cammino per tanti altri secoli e millenni.

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