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Una città meno verde: a Santa Croce e Punta Secca scompaiono gli alberi

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Sempre meno alberi a Santa Croce Camerina: gli abbattimenti aumentano, le ripiantumazioni sono invece insufficienti, complice il profondo rosso delle casse comunali e la mancanza di una pianificazione e programmazione di politiche ambientali adeguate alla vivibilità. Negli ultimi quattro anni, sono state sradicate e tagliate decine e decine di alberi che non sono mai stati sostituiti. Il punteruolo rosso avrà ha decimato le palme su tutto il territorio siciliano, ma è anche vero che il patrimonio arboreo con le sue specificità va tutelato, ripristinato e salvaguardato. È inutile dire che si registra un saldo in negativo e il rischio è che avremo la città e le borgate a mare con sempre più cemento e meno verde. Il caso di via Roma e via Caucana con sempre meno alberi fa vedere come cambia il volto verde delle città. A Punta Secca i pini, che sono i simboli verdi della borgata di Montalbano, stanno scomparendo in piazza e nei luoghi annessi al patrimonio del comune. Nessuno si è indignato per chi ha optato per il taglio dei pini nei plessi scolastici, sommandoli ai tagli dell’area delle poste e telecomunicazioni. A questo scempio si vanno a sommare gli abbattimenti nei giardini privati, per l’assenza di un regolamento comunale che ne possa disciplinare il mantenimento. Ci consoliamo con i pochi carrubi, oggi grandi alberi piantanti negli anni ’90 e nel 2010: almeno loro ci ricordano uomini e tradizioni.

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Scritto da
Salvatore Mandarà

Fondatore e collaboratore

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