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Caso Scardino: sfratto rinviato al 24 novembre, presidio davanti al Comune

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Sembra una storia senza fine, eppure l’ufficiale giudiziario una data l’ha fissata: è quella del 24 novembre, quando si procederà allo sfratto coattivo di Gioacchino Scardino e Concetta Cascone dall’immobile di via dei Mille, dove vivono da due anni senza pagare l’affitto. E’ una famiglia morosa come tante ne esistono in provincia di Ragusa. Ad aggravare la loro posizione, però, anche l’assenza cronica di lavoro. Questa mattina, poco prima delle 10, l’ufficiale giudiziario e i carabinieri si sono presentati nell’appartamento al primo piano dello stabile “conteso” per provvedere allo sfratto. C’erano anche i proprietari di casa, che lo scorso 28 settembre avevano accordato un ulteriore proroga ai due coniugi. Che anche stavolta si sono fatti trovare impreparati. A difenderli i Forconi capitanati da Mariano Ferro: “Se sbarcano 500 clandestini, lo Stato si occupa subito della loro sistemazione – dice con rabbia – Due italiani in difficoltà, invece, vengono messi alla porta. Quando una famiglia non è in grado di pagare l’affitto e di trovare una nuova sistemazione, devono intervenire le istituzioni”.

I Forconi, qualche giorno fa, hanno interagito con il Prefetto, ma il tentativo non ha dato gli esiti sperati. La Caritas si è impegnata a pagare le prime tre mensilità non appena la famiglia andrà a vivere in una nuova casa. E anche il Comune di Santa Croce ha impegnato 900 euro per contribuire al nuovo canone di locazione: “Ma non possiamo fare altro – spiega il sindaco Franca Iurato -. Il Comune non può andare oltre le proprie possibilità, non possiamo cercare noi la casa o garantire per conto di terzi. In passato abbiamo dato aiuti consistenti a questa famiglia e ci impegniamo a farlo anche in futuro. Il sit-in davanti al Municipio? Liberi di farlo”. Gioacchino Scardino e il cognato Massimo Cascone hanno così deciso di istituire un presidio permanente a palazzo di Città: “Staremo qui tutto il giorno e dormiremo in macchina. Non possono lasciarci soli”. L’ufficiale giudiziario, nel provvedimento firmato stamattina, ha fissato, oltre alla data dello sfratto coattivo, quella del rilascio volontario dell’immobile (il 17 novembre). “Una soluzione la troviamo – ha concluso Mariano Ferro -. Andremo dal prefetto per chiedere di requisire una casa vuota nel comune di Santa Croce. Se requisiscono gli alberghi per ospitare gli immigrati, non vedo perché non debbano requisire una casa per darla a una famiglia disperata”.

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