C’era una volta un tranquillo paese barocco. Oggi, Santa Croce Camerina sembra il set di un film d’azione storico-fantasy, ma con un budget ridotto all’osso. Se pensavate che la microcriminalità locale si limitasse al classico furto di motorini, vi sbagliavate di grosso. Qui abbiamo fatto il salto di qualità: siamo passati direttamente al Medioevo cinematografico e alla caccia al rame d’alto livello spirituale.
𝐈𝐥 𝐟𝐮𝐫𝐭𝐨 “𝐜𝐞𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐚𝐥𝐞”: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥’𝐨𝐫𝐨 è 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐜𝐚𝐫𝐨, 𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐚𝐦𝐞
Iniziamo dall’ultimo colpo da maestri del crimine. Nella notte tra martedì e mercoledì, intorno alle due del mattino, una banda di idraulici abusivi – o forse di alchimisti d’altri tempi – ha deciso che la Chiesa Madre di San Giovanni Battista, la parrocchia principale del paese, avesse decisamente troppo rame sul tetto. Ormai i ladri si mettono pure con la Chiesa, dimostrando che non c’è più religione, ma in compenso c’è un ottimo mercato per i metalli usati.
Con una precisione chirurgica che farebbe invidia a una ditta di ristrutturazioni, gli ignoti hanno asportato l’intero sistema di grondaie e canali di scolo esterni della Chiesa Madre. Niente sacrilegio all’interno, sia chiaro: i ladri hanno mantenuto un profilo ecologicamente sostenibile e rigorosamente esterno. La domanda sorge spontanea: la prossima pioggia sarà considerata un miracolo o una penitenza per non aver sorvegliato i canali di scolo?
Ma la vera perla della settimana è che il colpo non è rimasto isolato. Evidentemente insoddisfatti del primo bottino, i ladri hanno fatto il bis rubando le grondaie pure alla Chiesa del Carmine. Il dettaglio davvero esilarante? Quest’ultima si trova proprio vicino al Comune. In pratica, mentre l’amministrazione comunale delibera sulla sicurezza, i ladri smontano i tubi di rame a pochissimi metri dalle stanze dei bottoni. Un tempismo a dir poco celestiale.
𝑻𝒖𝒕𝒕𝒂𝒗𝒊𝒂, 𝒄’è 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒍𝒑𝒐 𝒅𝒊 𝒔𝒄𝒆𝒏𝒂: 𝒑𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒊 𝒍𝒂𝒅𝒓𝒊 𝒔𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒊 𝒊𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒅𝒖𝒂𝒕𝒊 𝒈𝒓𝒂𝒛𝒊𝒆 𝒂𝒍𝒍’𝒆𝒇𝒇𝒊𝒄𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒊𝒎𝒑𝒊𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒗𝒊𝒅𝒆𝒐𝒔𝒐𝒓𝒗𝒆𝒈𝒍𝒊𝒂𝒏𝒛𝒂. Almeno le telecamere, sono rimaste sveglie a fare il loro dovere. Ora i Carabinieri hanno i volti dei protagonisti di questa fiction sul rame, probabilmente immortalati in alta definizione mentre svitavano l’oro rosso dei fedeli a due passi dal Municipio.
𝐃𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐫𝐮𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚𝐧𝐢: 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐞 𝐟𝐫𝐮𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐢𝐝𝐫𝐚𝐮𝐥𝐢𝐜𝐨
Ma il vero capolavoro coreografico è andato in scena all’incrocio tra via Duca d’Aosta e via Roma. Dimenticate i classici regolamenti di conti. In pieno giorno, alla luce del sole (perché l’illuminazione pubblica scarseggia, ma il sole fortunatamente è gratis), due cittadini si sono affrontati per un motivo che definire “futile” è un complimento: uno scambio di sguardi sgraditi. Come dire: “Che guardi?” “E tu che guardi?”.
Da qui, l’escalation degna di un film di Quentin Tarantino ambientato nel ragusano. Le prime voci parlavano di spade e spranghe, ma le telecamere e le perquisizioni hanno rivelato la verità: l’arma del delitto era una micidiale e rudimentale frusta creata con un tubo flessibile di gomma legato a un manico di legno con del fil di ferro. Un perfetto esempio di artigianato locale applicato alla violenza urbana. Quindici giorni di prognosi per la vittima e una denuncia a piede libero per l’aggressore, che ora dovrà spiegare al giudice dove ha imparato quel perfetto stile da gladiatore della domenica.
𝐈𝐥 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐠𝐢𝐥𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐚𝐧𝐭𝐚𝐬𝐦𝐚 𝐝𝐚 𝟒𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨
A questo punto, il cittadino medio potrebbe farsi una domanda legittima: ma non c’era un piano di sicurezza? Certo che c’era. Ed è qui che la storia si tinge di un irresistibile mistero burocratico. Che fine ha fatto la Vigilanza Privata che, da delibera, dovrebbe controllare il territorio santacrocese ogni notte dalle ore 22:00 alle 4:00 del mattino?
Sulla carta, il servizio prevede due guardie giurate e una pattuglia pronte a vigilare sul sonno dei giusti. Il tutto per la modica cifra di 40 mila euro l’anno prelevati freschi freschi dal bilancio comunale. Visto che i ladri di rame hanno smontato le grondaie della chiesa San Giovanni Battista intorno alle 2:00 del mattino – e quelle del Carmine proprio sotto il naso del Municipio – le ipotesi sono due: o i vigilanti sono dotati di un mantello dell’invisibilità al contrario (che rende invisibili i ladri), oppure quei 40 mila euro stanno vigilando su un altro Comune. Un vero mistero finanziario-investigativo.
𝐈𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐝𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐚𝐥𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐕𝐞𝐫𝐬𝐨?
In tutto questo scenario da Mad Max tra le serre, la comunità mormora, si arrabbia e si rassegna. Furti di bestiame nelle campagne, appartamenti svaligiati a ore alterne, risse da saloon e scippi agli anziani sono ormai parte del pacchetto turistico locale, a cui si aggiungono lo spaccio di stupefacenti praticato in pieno giorno nelle vie del centro e una microcriminalità diffusa che tiene la città sotto scacco.
Il dettaglio più ironico? Anni fa, il circolo “Meridiana” (oggi CambiaVerso/F.lli D’Italia) raccolse ben 557 firme per chiedere interventi drastici contro questa situazione fuori controllo. Tra i firmatari e promotori di quella petizione c’era un cittadino molto attivo di nome Peppe Dimartino, oggi Sindaco. All’epoca si chiedeva di tutto: droni, esercito, commissariati di Polizia e patti galattici con la Prefettura. Sogni di gloria scritti in lettere d’oro anche nel programma elettorale della lista “Cambia Verso”, la coalizione dell’attuale primo cittadino.
Peccato che, a distanza di tempo, l’unica cosa ad aver “cambiato verso” siano state le grondaie delle chiese, passate dai tetti al bagagliaio dei ladri (anche a un passo dal Comune). Quella politica della sicurezza tanto sbandierata nel programma si è rivelata un fallimento totale, un libro dei sogni rimasto chiuso nel cassetto mentre la realtà del paese si scontrava con tubi di gomma, pusher alla luce del sole, pattuglie fantasma e furti seriali. Il Peppe del passato ha scritto al Peppe del presente, ma il Peppe del presente sembra aver perso il foglio (e forse pure le grondaie del suo stesso ufficio).
𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚: 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 “𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞”
Visto che i voli pindarici di “Cambia Verso” e i 40 mila euro di vigilanza notturna sono rimasti un’illusione ottica, c’è chi ha deciso di rimettere i piedi per terra. Il Laboratorio Politico Camarinense ha capito che è inutile chiedere la luna – o pagare pattuglie invisibili – se non si riescono a proteggere nemmeno i luoghi sacri a due passi dal Municipio.
Per questo motivo, domenica mattina, il Laboratorio promuoverà una nuova raccolta firme tra i cittadini. L’obiettivo è concreto: lasciare da parte i progetti faraonici e irrealizzabili gridati in campagna elettorale e puntare alla cosa più semplice, immediata e ottenibile, ovvero il potenziamento della locale stazione dei Carabinieri. Più uomini, più mezzi e più presenza reale dello Stato sul territorio, senza aspettare risposte da una burocrazia immobile o da costosi servizi privati che non vedono i ladri di notte.
Nel frattempo, tra una firma domenicale e una grondaia mancante, ai cittadini non resta che una certezza riassunta da un vecchio e saggio proverbio siciliano: “𝙍𝙞 𝙧𝙞𝙣𝙩𝙧𝙖 𝙨𝙞 𝙘𝙖𝙣𝙘𝙞𝙖 𝙡𝙖𝙯𝙯𝙖 𝙚 𝙧𝙞 𝙛𝙤𝙧𝙖 𝙨𝙞 𝙛𝙖𝙣𝙣𝙪 𝙡𝙞 𝙛𝙪𝙨𝙞” (Da dentro si cambia la corda e da fuori si fanno i fusi). Come a dire che mentre dentro il Comune si discute, si fa accademia e si cambiano i programmi sulla carta, fuori la realtà corre da sola e i ladri fanno i propri affari indisturbati. Se uscite di casa, quindi, guardate sempre in alto per controllare se c’è ancora il tetto su San Giovanni Battista, e poi guardate a terra. Sia per evitare le pozzanghere senza canali di scolo, sia per sperare di incrociare la famosa pattuglia da 40 mila euro. Non si sa mai.
Ma la vera perla della settimana è che il colpo non è rimasto isolato. Evidentemente insoddisfatti del primo bottino, i ladri hanno fatto il bis rubando le grondaie pure alla Chiesa del Carmine. Il dettaglio davvero esilarante? Quest’ultima si trova proprio vicino al Comune. In pratica, mentre l’amministrazione comunale delibera sulla sicurezza, i ladri smontano i tubi di rame a pochissimi metri dalle stanze dei bottoni. Un tempismo a dir poco celestiale.
𝑻𝒖𝒕𝒕𝒂𝒗𝒊𝒂, 𝒄’è 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒍𝒑𝒐 𝒅𝒊 𝒔𝒄𝒆𝒏𝒂: 𝒑𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒊 𝒍𝒂𝒅𝒓𝒊 𝒔𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒊 𝒊𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒅𝒖𝒂𝒕𝒊 𝒈𝒓𝒂𝒛𝒊𝒆 𝒂𝒍𝒍’𝒆𝒇𝒇𝒊𝒄𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒊𝒎𝒑𝒊𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒗𝒊𝒅𝒆𝒐𝒔𝒐𝒓𝒗𝒆𝒈𝒍𝒊𝒂𝒏𝒛𝒂.
Almeno le telecamere, sono rimaste sveglie a fare il loro dovere. Ora i Carabinieri hanno i volti dei protagonisti di questa fiction sul rame, probabilmente immortalati in alta definizione mentre svitavano l’oro rosso dei fedeli a due passi dal Municipio.