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Il panico in smoking: tra cuoricini alle polemiche, vertici d’ansia e lo spauracchio del “Nome Forte”

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Cari cittadini, benvenuti alla nuova puntata del reality show “Santa Croce Camerina 2.0”, dove la coerenza è un optional e il panico politico si cura a colpi di clic. Pensavamo di aver visto tutto con il festival dei selfie quotidiani del nostro Sindaco-Influencer, ma gli eventi post-editoriale hanno superato ogni rosea aspettativa satirica. La maschera del buonismo istituzionale non è solo caduta: si è letteralmente frantumata sotto il peso dei social.

La doppia morale del “Like”: se l’insulto riceve il cuoricino

Ci avevano fatto i poemi sulla dignità, sulle “signorine” che si offendono, sul rispetto del calendario. Poi, però, basta scorrere la bacheca facebook per assistere a uno spettacolo singolare. Sotto i post difensivi dei nostri amministratori, la loro tifoseria da stadio si è scatenata in insulti personali di una violenza inaudita contro l’opposizione: “parassiti delle casse comunali”, “meschini”, “avidi”, “viscidi” e altre perle di rara eleganza.

La satira politica fa male, ma l’insulto gratuito fa curriculum? Evidentemente sì. Le prove digitali inchiodano i nostri paladini del galateo in prima fila a premiare il fango. Troviamo il “like” di approvazione dell’assessora Roberta Iacono, dei consiglieri Francesco Dimartino e Antonio Micieli, e per non farsi mancare nulla, il “cuoricino” affettuoso dell’assessora Stefania Barone. Complimenti davvero: la satira vi offende, ma l’insulto vi emoziona.

Ribadiamo questo concetto in modo chiaro e inequivocabile: tutti coloro che si erano indignati per le offese (secondo loro) ricevute dalle due assessore, riempiendo le bacheche di “like” e commenti da veri ultras politici, sono improvvisamente spariti. Nessuno di questi paladini della morale si è indignato successivamente, quando le stesse assessore hanno “promosso” e avallato le offese volgari verso gli esponenti dell’altra parte politica. Questo si chiama, senza mezzi termini, il “doppiopesismo dei buoni”. Una finta moralità a targhe alterne che difende l’istituzione solo quando le fa comodo, tollerando il fango se colpisce gli avversari.

La nostra è una critica onesta e reale validata dai fatti . Ed è bene chiarire subito un punto: quelle accuse di “avidità” e di voler “vivere di politica”, piovute dai tastieristi della maggioranza e benedette dai “like” degli assessori, erano chiaramente rivolte a chi oggi rappresenta l’alternativa a questa amministrazione. Parliamo dei due consiglieri di opposizione e del campo largo del Laboratorio Politico Camarinense.

Ebbene, respingiamo queste insinuazioni ridicole direttamente al mittente. Non ci risulta affatto che tra questi esponenti ci siano persone che abbiano bisogno del denaro pubblico per sbarcare il lunario o per campare. Facendo un rapido esame della realtà — quella vera, che non ha bisogno di filtri social — vediamo nell’opposizione professionisti seri e cittadini pienamente affermati nei rispettivi ambiti lavorativi. Persone che non cercano stipendi comunali, ma che hanno come unico obiettivo politico quello di ridare dignità, decoro e futuro a questo paese. Ognuno, quindi, indossi i propri abiti senza provare a scambiarli con quelli degli altri, perché vi starebbero decisamente stretti.

Panico da “Nome Forte”: i summit segreti dell’ansia politica

Ma la vera notizia che toglie il sonno (e forse anche l’appetito) alla nostra maggioranza riguarda una serie di frenetici e carbonari incontri di coordinamento con il loro deputato di riferimento. Riunioni convocate d’urgenza non per discutere di blatte o di erbacce, ci mancherebbe, ma per tentare di blindare una qualche miracolosa strategia di sopravvivenza in vista delle prossime elezioni amministrative e regionali.

Il motivo di questo improvviso viavai di telefonate e consultazioni? Semplice: in paese circola un Nome. Un nome forte, pesante, un vero e proprio “Spauracchio Politico” capace di far tremare le gambe alle poltrone della giunta con la sola presenza. Il panico ha bussato ai portoni del Palazzo e lo spettro della sconfitta elettorale sta provocando una carenza di sonno collettiva tra chi teme di perdere il proprio dorato status quo. Le voci di corridoio dicono che questi vertici ad altissima tensione servano proprio a questo: studiare guasconate, contromisure e fantasiosi sotterfugi per convincere il temutissimo rivale a desistere dal correre alle elezioni. Ragazzi, un po’ di camomilla! State sereni: la campagna elettorale si fa sul campo con i programmi e offrendo servizi decenti ai cittadini, non barricandosi dietro le strategie preventive per eliminare gli avversari prima ancora che partano!

Clima da “Grande Fratello” e l’ansia da prestazione dei tastieristi
Il nervosismo che si respira in paese, d’altronde, è più che comprensibile e regala momenti di altissima comicità involontaria. Sui social, i tifosi più accesi dell’amministrazione continuano a difendere la giunta a spada tratta, sfoderando toni che spesso superano le righe del normale dibattito. Osservando questa foga digitale, sorge spontanea una sensazione: non è che dietro tanta determinazione e valanghe di cuoricini si nasconda la classica sindrome da “ansia da prestazione” per gli equilibri futuri del paese?
Sia chiaro, per carità di patria: almeno per il momento non vogliamo parlare di nomine specifiche, incarichi blindati o posticini comodi. Non abbiamo nessuna intenzione di trasformare una semplice, maliziosa sensazione in un’accusa formale. Però, cari ragazzi della tifoseria, lasciateci dire che certi elementi meritano di essere osservati con una bella lente d’ingrandimento e magari verificati, a tempo debito, nelle sedi opportune. Se e quanto queste nostre “fantasie estive” troveranno conferma in letture più concrete, non saremo noi a dirlo, ma i fatti e, soprattutto, le carte cantanti della documentazione ufficiale. Per ora ci godiamo lo spettacolo di questo clima politico d’altri tempi, in cui il solo brivido di un possibile mutamento delle poltrone sembra provocare una tachicardia collettiva a più di qualcuno. E la sensazione è che l’insonnia non sia dovuta soltanto a nobili ideali o a ragioni strettamente politiche… Chissà! Come si dice dalle nostre parti: il lupo quello che opera pensa. Ma noi, per stile e coscienza, l’elenco dei pensatori preferiamo tenerlo nel cassetto. Almeno per ora.
E a proposito di identità nascoste, la palma d’oro del passo falso va al supertifoso della maggioranza (non è il solo) che si nascondeva dietro lo pseudonimo social “A virità”. Pensava di essere invisibile mentre difendeva ogni mossa della giunta, ma è bastato un passo falso digitale per essere smascherato pubblicamente, costringendolo alla cancellazione immediata del post. Perché come si dice “la verità prima o poi viene a galla”.
La cosa comica è che, per vendicarsi dello smascheramento, alcuni sostenitori della giunta hanno provato ad attaccare questa redazione accusandoci di usare lo pseudonimo “Ademar Prani”. Chiariamo il concetto una volta per tutte, in modo secco e inattaccabile: concentrarsi sul nome in calce a un articolo per evitare di guardare la realtà descritta è il più vecchio trucco della politica disperata. La firma collettiva o lo pseudonimo editoriale è una scelta legittima utilizzata da secoli dalle più grandi testate internazionali (come The Economist), nazionali (il Foglio, la Stampa, Repubblica, il Sole 24 Ore ecc..) per ribadire che un editoriale esprime la linea e l’analisi dell’intera redazione, non del singolo. Voi vi affannate a cercare il colpevole, ma la domanda resta un’altra: i fatti che scriviamo sono veri o falsi? Gli stipendi raddoppiati, i “like” agli insulti e il degrado urbano sono documenti e foto alla mano. Potete dare la caccia al nome finché volete, ma la firma passa, le verità scritte restano.

Spettacoli d’oro e “Cassa Continua”: l’eccellenza del “Tanto paga il cittadino”

Mentre lo scontro politico si infiamma, la cassa del Comune continua a sborsare quattrini per la glorificazione dell’amministrazione. Ormai, a dire il vero, non si riesce più a tenere il conto dei soldi pubblici spesi quest’anno per spettacoli ed eventi. Una pioggia di denaro pubblico polverizzata in passerelle ed eventi estivi. Prendiamo due esempi emblematici: “Eccellenze Santacrocesi” e il “Graduation Day”, uno spettacolo (Eccellenze) ereditato dalle vecchie amministrazioni che un tempo veniva organizzato a costo zero per la comunità. Oggi, nell’era della comunicazione 2.0, tutto si paga solo per chi presenta lo spettacolo (per non parlare di tutto il resto audio service ecc..):

  • 500 € per presentare il Graduation Day.
  • 925 € complessivi per le Eccellenze Santacrocesi.

E la retorica moralista su chi “vivrerebbe di politica” o su chi sarebbe “avido” crolla miseramente davanti ai numeri ufficiali del Comune. Ricordiamo alla cittadinanza i dati reali, quelli della famosa Delibera di Giunta Municipale n° 195 del 18 agosto 2023, con cui sono state adeguate le indennità mensili lorde a pieno regime:

  • 💰 Sindaco: € 4.140,00 al mese.
  • 💰 Vicesindaco: € 2.277,00 al mese.
  • 💰 Assessori e Presidente del Consiglio: € 1.863,00 al mese ciascuno.

A onor del vero, su questo specifico punto va registrata una peculiarità virtuosa, che in politica non è affatto scontata: il Presidente del Consiglio Comunale ha scelto autonomamente di devolvere una parte della propria indennità per scopi e attività sociali. Si tratta di un gesto lodevole, che gli fa onore e che merita di essere sottolineato. Tuttavia, dal punto di vista politico e amministrativo, la sostanza per i cittadini non cambia di un millimetro: quel costo lordo complessivo grava comunque interamente sulle casse comunali perché lo stanziamento raddoppiato è stato approvato, e soprattutto questa lodevole eccezione personale non cancella il fatto che il resto della giunta (Sindaco, Vicesindaco e Assessori) percepisca mensilmente le indennità piene e raddoppiate del 100%.

Prima i servizi, poi il ristoro: la dura realtà che i selfie nascondono

E mentre i conti degli spettacoli volano, la realtà quotidiana del paese presenta un conto ben diverso ai cittadini. Il contrasto è sotto gli occhi di tutti e fotografa lo stato di abbandono del territorio.

  • 🌿 Incuria diffusa: erbacce selvatiche e totale assenza di decoro persino nelle vie principali del centro urbano.(Perché qui niente selfie?)
  • 🪳 Emergenza igienica: massiccia presenza di blatte e seri problemi irrisolti di igiene urbana. (Perché qui niente selfie?)
  • 🚧 Cantieri fantasma: ripristini stradali dopo i lavori della fibra ottica lasciati incompleti e transennati da mesi. (Perché qui niente selfie?)
  • 🏚️ Degrado strutturale: situazioni diffuse di incuria e manutenzioni ordinarie che aspettano ancora una risposta dagli uffici comunali. (Perché qui niente selfie?)
E pensare che in fondo i cittadini e i turisti non è che pretendano la luna o chissà quali opere faraoniche. Chiedono cose elementari, banali, come un misero rubinetto in tutta la fascia costiera per potersi sciacquare i piedi prima di andare via dal mare dopo una giornata di spiaggia. Invece, niente. Nell’era del Comune 2.0 di CambiaVerso, l’amministrazione non garantisce nemmeno un sorso d’acqua per idratarsi gratuitamente sul litorale. Altro che “lavorare per il bene del paese”: è proprio da queste piccolissime, simboliche mancanze che si evince quanto valga davvero il bene comune per chi ci governa. Queste non sono chiacchiere della minoranza. Non sono opinioni politiche. Sono fatti. E la logica di una buona amministrazione dovrebbe essere elementare: prima si garantiscono e si curano i servizi essenziali per la vivibilità dei cittadini, e solo dopo si pensa al ristoro e al divertimento con gli spettacoli. Non il contrario. Non si può vivere di solo circo e passerelle se poi manca pure l’acqua per sciacquarsi i piedi. Queste non sono chiacchiere della minoranza. Non sono opinioni politiche. Sono fatti. E la logica di una buona amministrazione dovrebbe essere elementare: prima si garantiscono e si curano i servizi essenziali per la vivibilità dei cittadini, e solo dopo si pensa al ristoro e al divertimento con gli spettacoli. Non il contrario. Non si può vivere di solo circo mentre il paese reale perde i pezzi.

Il Gran Finale

Cari amministratori, continuate pure a marciare compatti, a regalarvi cuoricini sui social, a finanziare palcoscenici dorati e a fare riunioni blindate per difendere le poltrone dal candidato forte. Più cercate di nascondere la realtà dietro i selfie, più la comunità si accorge del trucco. La saggezza della nostra terra, d’altronde, fotografa questa colossale ipocrisia meglio di qualsiasi altra parola. Dalle nostre parti, infatti, si dice da sempre:

“Fai soccu ricia u parrinu ma nun fari soccu fa iddu” (Fai quello che dice il prete, ma non fare quello che fa lui)

Continuare a predicare bene dal pulpito delle dirette social e poi razzolare male avallando le offese gratuite non fa onore a chi rappresenta le istituzioni. Questa doppia morale non danneggia gli avversari politici, ma impoverisce l’intera comunità, distogliendo l’attenzione dai veri problemi reali e insoluti che attendono risposte. I cittadini di Santa Croce Camerina meritano rispetto, serietà e una gestione della cosa pubblica che metta al primo posto il bene comune e i servizi essenziali, non la difesa a oltranza dei propri orticelli digitali. Il grande show comincia a perdere colpi, e il paese si sta finalmente svegliando.

⚖️ NOTA LEGALE ED EDITORIALE DI AUTOTUTELA
Il presente articolo costituisce un editoriale di satira e di opinione politica. I fatti, i dati e i comportamenti amministrativi riportati ed esaminati sono rielaborati in chiave iperbolica, caricaturale e paradossale, nell’esercizio del legittimo diritto di critica politica e di espressione garantito dall’Articolo 21 della Costituzione Italiana.
La firma collettiva redazionale sotto pseudonimo costituisce espressione della linea editoriale della testata a tutela dell’anonimato dell’intera redazione ed è legalmente tutelata dall’Articolo 9 del Codice Civile (tutela dello pseudonimo), dall’Articolo 8 della Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941) e dall’Articolo 2 della Legge sulla Stampa (L. 47/1948), sotto la vigilanza e la responsabilità giuridica del Direttore Responsabile registrato.

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