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Sfratto in via dei Mille: due coniugi devono lasciare casa il 29 settembre

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Lo sfratto, in diritto, è un atto giudiziario con il quale, nell’ambito di un rapporto di locazione, il locatore (ovvero, in generale, il proprietario dell’immobile) richiede al Giudice di emettere un provvedimento esecutivo che ordini all’inquilino di riconsegnargli l’immobile. Forse interessa a pochi, ma dietro uno sfratto c’è dietro una storia, spesso drammatica. Noi di Santa Croce Web proviamo a raccontarne una dopo esserci recati in quella casa che tra qualche giorno dovrà essere definitivamente lasciata. Al momento ci abitano due coniugi: Gioacchino Scardino lavora saltuariamente come bracciante agricolo, Concettina Cascone accudisce un anziano per pochi euro al mese. I due vivono da qualche anno al primo piano di una piccola casa, in via dei Mille. Le difficoltà economiche dovute alla mancanza di lavoro, non hanno consentito il rispetto di un impegno assunto dal contratto di locazione. Dalla richiesta di sfratto della proprietaria, il giudice ha dato tre mesi affinché lasciassero l’immobile. Notifica che è arrivata puntuale giovedì mattina, quando l’ufficiale giudiziario è intervenuto e ha chiesto le chiavi di casa entro il 29 settembre.

I due coniugi si sono rivolti al sindaco per ottenere un lavoro e per poter continuare a vivere dignitosamente rispettando gli impegni assunti. “L’aiuto ricevuto dai servizi sociali è servito solo ad evitare il taglio della luce – ci racconta la signora Cascone – anche perché, seppur si tratti di un diritto, l’acqua è stata la prima cosa che mi hanno tolto”. Abbiamo contattato l’avv. Giacomo Iozzia del foro di Ragusa e legale della famiglia Scardino, che non ha nulla da ridire sulla decisione inappellabile del Tribunale. Ma rimane perplesso di fronte alle poche soluzioni prospettate dal comune di Santa Croce a tutela della famiglia in stato di disagio. È intervenuto anche Massimo Cascone (a destra, nella foto), fratello di Concettina e già membro del movimento dei Forconi, che preannuncia lo stato di agitazione presso il palazzo di città affinché venga trovata una casa per la sorella “cosi come avviene per i cittadini extracomunitari”. Entro il 29 settembre qualcosa dovrà muoversi o si procederà allo sfratto coattivo. Continueremo a raccontarvi ciò che accade anche attraverso la voce del dirigente comunale Dottoressa Voria, del sindaco e del dipartimento Servizi Sociali.

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Scritto da
Salvatore Mandarà

Fondatore e collaboratore

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