Ragusa. «Ho due date di nascita: sono nato il 18 ottobre grazie a mia madre, ma il 14 dicembre 2025 sono rinato all’ospedale Giovanni Paolo II grazie ai medici». È con questa testimonianza diretta, intensa e carica di significato, che il giornalista Antonino Recca ha aperto martedì mattina la conferenza stampa di presentazione dell’associazione “Battito di Speranza”, nuova realtà nata per affiancare il Dipartimento cardio-neuro-vascolare dell’Asp di Ragusa.
L’incontro, ospitato nella sala “Russo-Armenia” della Direzione generale dell’ASP di Ragusa, ha visto la partecipazione dello stesso Recca, del Direttore generale Giuseppe Drago e del direttore del Dipartimento, Antonino Nicosia.
L’associazione nasce dall’iniziativa di un gruppo di ex pazienti, molti dei quali accomunati dall’aver vissuto in prima persona eventi gravi come infarti o arresti cardiocircolatori. Un’esperienza che ha segnato profondamente le loro vite e che oggi si traduce nella volontà concreta di sostenere la sanità pubblica, affiancando medici e operatori e promuovendo una nuova cultura della prevenzione e della consapevolezza.

«Vogliamo andare contro tendenza – ha spiegato Recca – Si parla spesso di malasanità, ma la quotidianità è fatta di buona sanità, di professionisti che ogni giorno salvano vite nell’anonimato. Il nostro obiettivo è sostenerli e gratificarli, ma anche sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione e della continuità delle cure». Un messaggio che parte da una esperienza personale ma che si allarga a tutta la comunità, con l’idea di costruire un ponte tra chi cura e chi è stato curato.
Il direttore generale Drago ha sottolineato il valore di questa collaborazione: «In un momento in cui la sanità affronta tante sfide, avere un’associazione che si pone in termini propositivi è un fatto virtuoso. Si migliora con il contributo, non con le polemiche, e iniziative come questa aiutano a rafforzare i servizi e l’attenzione al paziente». Un concetto che riguarda non solo l’aspetto clinico, ma anche quello umano e organizzativo, dalla presa in carico all’accoglienza nelle strutture.
Il direttore del Dipartimento Nicosia ha invece evidenziato l’importanza del ruolo delle associazioni nel percorso post-ospedaliero: «Dopo la fase acuta il paziente torna a casa con le sue paure e le sue necessità. Il semplice controllo ambulatoriale non sempre è sufficiente: serve accompagnamento, informazione, prevenzione. Queste realtà aiutano a colmare quel vuoto e a mantenere un legame tra ospedale e territorio».
Alla conferenza erano presenti anche alcuni soci fondatori, accomunati da esperienze dirette con patologie cardiovascolari, ma aperti al contributo di chiunque voglia mettere a disposizione tempo ed energie per attività di sensibilizzazione. L’obiettivo è anche quello di far comprendere quanto sia fondamentale il percorso successivo all’evento acuto: dall’aderenza alla terapia quotidiana fino ai controlli periodici, elementi essenziali per prevenire ricadute e migliorare la qualità della vita.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre ricordato come l’Asp di Ragusa continui a investire nelle attività di prevenzione sul territorio, attraverso iniziative di prossimità e campagne rivolte ai cittadini. In questo contesto si inserisce anche il prossimo appuntamento con il Truck Tour “Banca del Cuore”, richiamato dal dottor Sebastiano Lumera, che farà tappa a Vittoria dal 24 al 26 aprile 2026, presso il Polo fieristico Nuova Emaia, offrendo screening cardiovascolari gratuiti alla popolazione.
La nascita di “Battito di Speranza” si inserisce dunque in un contesto più ampio, fatto di collaborazione, prevenzione e attenzione alla persona. Un primo momento dal forte valore informativo e formativo, che – come auspicato dai promotori – rappresenta solo l’inizio di un percorso destinato a proseguire con nuove iniziative e progetti sul territorio.