Ci siamo. Il termometro sale, l’umidità schiaccia le camicie e l’estate è ufficialmente sbarcata sulla nostra costa. Un vecchio saggio diceva: “𝘼 𝙤𝙜𝙣𝙞 𝙚𝙨𝙩𝙖𝙩𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙫𝙞𝙚𝙣𝙚, 𝙤𝙜𝙣𝙞 𝙜𝙪𝙖𝙞𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙩𝙧𝙤𝙫𝙞 𝙩𝙞 𝙩𝙞𝙚𝙣𝙚”. E mai massima fu più azzeccata per la nostra beneamata amministrazione comunale. In questi mesi si suda, si suda tantissimo. Ma non pensiate sia solo colpa del sole cocente: i nostri amministratori sudano freddo per i nodi che tornano al pettine.
Sia chiaro, la macchina del divertimento è già partita. Chiusa la prima gloriosa parentesi di “Faro in Festa”, la giunta ha dimostrato ancora una volta di possedere una dote straordinaria: l’arte della distrazione di massa. Se c’è una cosa che la nostra amministrazione sa fare da manuale, è organizzare eventi, concerti e spettacoli. Musica a palla, luci colorate e via, il gioco è fatto: per due ore ci si dimentica di tutto. Il pane e circo funziona sempre.
Tuttavia, caro Sindaco, finita la musica e spenti i riflettori, i cittadini tornano alla realtà. E per strada, purtroppo, non trovano i coriandoli, ma i soliti, storici problemi che ci trasciniamo dietro da ormai quattro anni.
Ecco la nostra personale “Hit Parade” dei tormentoni estivi irrisolti:
𝟏. 𝐃𝐞𝐩𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐏𝐞𝐬𝐜𝐚𝐳𝐳𝐞: 𝐋’𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞
Il primo grande problema si sente nell’aria. Letteralmente. Le “esalazioni mefitiche appestanti” dell’impianto di Pescazze sono ormai un marchio di fabbrica della zona. Un profumo intenso che accoglie residenti e turisti a centinaia di metri di distanza, rovinando cene in veranda e la salubrità dell’aria. Per non parlare del rischio di regalare al mare di Casuzze e di tutta la fascia costiera un tocco di “inquinamento biologico e chimico”.
La risposta standard che ci attende? “Noi non c’entriamo, la gestione non è nostra!”. Cari amministratori, la gestione sarà anche della società idrica, ma la supervisione spetta a voi. E a proposito di questo, vorremmo fare qualche domanda diretta al nostro primo cittadino.
Che fine hanno fatto gli incarichi che dovevano essere affidati al tecnico specializzato per il monitoraggio costante dell’impianto? Qual è lo stato attuale dell’iter di approvazione del progetto di adeguamento? Ma soprattutto: che fine ha fatto quel relativo finanziamento che era stato pubblicamente promesso dal Sindaco? Rimaniamo in fiduciosa attesa di risposte concrete. Nel frattempo, a meno che non vogliate inserire il “tour olfattivo del depuratore” nel programma ufficiale degli eventi estivi, vi consigliamo di darvi una mossa.
𝟐. 𝐈 𝐏𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐅𝐚𝐧𝐭𝐚𝐬𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐒𝐞𝐜𝐜𝐚
Passiamo al caos viario della splendida Punta Secca. L’annoso problema dei parcheggi doveva essere risolto da un’opera faraonica: un maxi parcheggio di scambio gratuito all’ingresso della frazione. Costo dell’operazione? 700.000 euro. Un progetto bellissimo, sulla carta. Peccato che l’estate sia arrivata, il tempo sia scaduto e dei parcheggi non si veda nemmeno l’ombra. Nel frattempo, i turisti continuano a girare a vuoto come satelliti in orbita, inventando posteggi creativi tra i muretti a secco.
𝟑. 𝐒𝐚𝐟𝐚𝐫𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐢, 𝐥𝐚 “𝐦𝐨𝐧𝐧𝐞𝐳𝐳𝐚” 𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐦𝐨 𝐭𝐨𝐬𝐬𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐅𝐮𝐦𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞
Arriviamo al tasto dolente: la pulizia e il disastroso manto stradale di tutta la fascia costiera. Vorremmo vedere meno fossi (che ormai richiedono la patente nautica), meno spazzatura in giro e molto più decoro. Invece la quotidianità ci regala strade periferiche trasformate in discariche a cielo aperto e angoli delle nostre marine sommersi da sacchetti abbandonati.
Permetteteci però una provocazione: l’anno prossimo, per il prossimo “Faro in Festa” oltre agli scorci da cartolina, perché non provate a dipingere anche le cose che i cittadini vedono tutti i giorni? Sarebbe un’opera di puro neorealismo. A coronare questo idillio ecologico, ecco arrivare il fumo acre e tossico delle fumarole. Quella simpatica e illegale abitudine di bruciare plastica, teli delle serre e lacci, regalando all’aria estiva quel retrogusto di diossina che si sposa benissimo con la brezza marina. Un territorio splendido che si trova a fare i conti con un degrado figlio di una doppia responsabilità.
Da un lato c’è l’inefficienza amministrativa. Il Comune dovrebbe non solo far rispettare i calendari della differenziata, ma programmare bonifiche tempestive e monitorare le campagne contro i roghi tossici. A fronte di un porta a porta che impegna tutti noi, ci scontriamo con la lentezza nel rimuovere le micro-discariche e una manutenzione del verde ridotta al lumicino. Certo, arrivano le telecamere, i droni e le sanzioni tardive, ma la repressione a scoppio ritardato è solo la prova del fallimento della prevenzione e dell’ordinaria cura del territorio.
Dall’altro lato, c’è la totale assenza di rispetto civico. L’abbandono indiscriminato di rifiuti ingombranti, il lancio del sacchetto selvaggio e i roghi di plastica sono atti di inciviltà inaccettabili. Nessun Comune potrà mai avere abbastanza spazzini per rimediare, h24, agli strafalcioni di chi usa il territorio come una pattumiera personale. La bellezza di Santa Croce, Casuzze e Punta Secca è un patrimonio da tutelare prima che il degrado diventi l’abitudine più amara da digerire.
𝐋𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚: 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢𝐨?
Tutto questo ci porta inevitabilmente a una riflessione più profonda. La domanda sorge spontanea, quasi filosofica: per fare il politico bisogna essere mediocri di natura oppure è la politica che riesce a rendere mediocre anche la persona più autorevole?
Il populista che è in noi propenderebbe per la prima ipotesi. E a supporto di questa tesi basterebbe portare l’esempio di alcuni personaggi politici locali che, se messi alla guida del nostro condominio, verrebbero cacciati a calci nel sedere dopo dieci minuti per manifesta incapacità.
Ma lo spettacolo più deprimente va in scena tra le poltrone del Consiglio Comunale. Vedere consiglieri che non hanno mai, e sottolineiamo mai, preso la parola o fatto un intervento pubblico, lascia sbigottiti. Personaggi che non hanno mai presentato un’istanza per i cittadini, un’interrogazione, un’interpellanza o una mozione – insomma, l’ABC della democrazia. Silenti custodi della sedia, il cui unico barlume di attività consiste nell’alzare la mano per votare “a prescindere” e a scatola chiusa tutte le delibere proposte dall’amministrazione.
Continuare a far prendere decisioni per noi cittadini a chi ha scelto il mutismo selettivo come linea politica ci sembra francamente troppo. Caro Sindaco e cari consiglieri “mutili della parola”: l’estate è lunga, ma i nodi al pettine non ballano la zumba. O cambiate rotta, o la prossima volta vi mandiamo a gestire il condominio. Forse.
Dopotutto, davanti a questa sfilata di spettacoli e promesse svanite nel nulla, la strategia di questa amministrazione si riassume nel più antico dei verdetti siciliani: “𝙁𝙚𝙨𝙩𝙖, 𝙛𝙖𝙧𝙞𝙣𝙖 𝙚 𝙛𝙪𝙧𝙘𝙖”. Tanti eventi per distrarre il popolo, mentre il paese affonda nei soliti problemi. Buona estate (a porte chiuse)!