Home News Politica Franca Iurato svuota l’ufficio dopo 5 anni: “Nel 2012 ho pensato di dimettermi”
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Franca Iurato svuota l’ufficio dopo 5 anni: “Nel 2012 ho pensato di dimettermi”

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L’era del primo sindaco donna, a Santa Croce Camerina, finisce qui. Franca Iurato, infatti, ha scelto di non ricandidarsi. Domenica verrà eletto il suo successore, ma il primo cittadino – fra i saluti e le comunicazioni di rito – parla con piacere della sua avventura “turbolenta” a Palazzo di Città. In questi giorni ha realizzato un piccolo libricino (“A mie spese” ci tiene a sottolineare) che riassume i tratti distintivi dei cinque anni di governo: “Ho cercato di mantenere fede allo spirito con cui sempre mi sono accostata alla politica – dice la Iurato -. Amore per il paese, spirito di servizio, legalità e rigore morale”. “E’ stata un’esperienza intensa e difficile – precisa –, in un momento storico critico e di grandi cambiamenti: dalla grave crisi economica su scala mondiale alla rivoluzione copernicana dei bilanci comunali, sempre più asfittici e privi dei trasferimenti da parte di Stato e Regione”. E’ mancato oltre 1 milioni di euro in quattro anni, ma il sindaco si è arrabattato. E nel compendio di fine legislatura lascia alcuni appunti sotto la casella “opere realizzate”: si parla di belvedere, parcheggio gratuito e ztl a Punta Secca; dell’impianto polisportivo “Io gioco legale” da poco inaugurato; dell’abbattimento della vasca di raccolta di Punta Braccetto; dell’attivazione dei cantieri di servizio; dell’acquisto del nuovo scuolabus e dell’acquisizione dei locali dell’ex Soat dove è stato trasferito il museo etnografico.

A chi le rimprovera di aver destinato tutti i suoi sforzi a Punta Secca, il sindaco ribatte: “Non ho trascurato Santa Croce. Prendiamo, ad esempio, le strade. Tutte quelle provinciali sono passate nelle competenze dei comuni. Ma noi non possiamo sostenere il peso di interventi strutturali senza le necessarie risorse. Io ho attuato una politica virtuosa. Ci siamo dimezzati le indennità per garantire alcuni servizi destinati al sociale, come l’assistenza domiciliari agli anziani e l’ascensore a palazzo di Città”. Da un punto di vista politico, tutto è rischiato di crollare quando la sua maggioranza ha perso la presidenza del Consiglio. Siamo nel novembre 2015. Mentre tutti invocavano le dimissioni – pena l’immobilismo della città – il sindaco ha resistito: “Pochi giorni prima di ricevere questo regalo (dall’ex presidente Zisa, ndr), mi ero recata a Palermo per ottenere la concessione dell’area su cui realizzare il belvedere. Avevo lottato fortemente per questa cosa. Il teatrino delle Iene e di certi elementi dell’opposizione non mi ha fatto desistere. Andare via in quel momento significava lasciare le cose in sospeso. Così sono rimasta”. La questione relativa all’abbattimento dell’ex caserma è un nervo scoperto: “Siamo certi che sia stata soltanto una battaglia politica?” s’interroga il sindaco uscente.

Con l’assenza di una vera maggioranza in Consiglio comunale, alcuni aspetti della vita amministrativa si sono paralizzati. Ad esempio, la mancata approvazione delle Centrale Unica di Committenza, ha obbligato il Comune a rivolgersi altrove per espletare gare e appalti superiori a 40mila euro: “La minoranza si è sfilata più volte nonostante le diffide da Palermo. Penso che la Regione non avrebbe dovuto consentirlo”. C’è stato un altro momento in cui la Iurato aveva quasi deciso di fare le valigie: “Durante il primo anno di mandato ho pensato seriamente di dimettermi. C’era in ballo un ricorso (presentato da Giovanni Barone, che aveva perso le elezioni per appena 3 voti, ndr). Mi sentivo in bilico, quasi sospesa. Non è stato facile superare quel momento”. Ma è andata avanti: con coraggio, dedizione e una “follia” che in pochi le hanno perdonato. Oggi, dopo averne passate tante, ha ancora la forza per esclamare “Viva Santa Croce”.

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