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Rifiuti tanti, confische zero: la linea sottile fra propaganda e realtà

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In relazione all’abbandono indiscriminato di rifiuti, che finiscono per alimentare le discariche abusive e insozzare il territorio della provincia iblea, va molto di moda parlare della confisca del mezzo con cui si è proceduto all’infrazione. Dopo i provvedimenti adottati dai Comuni di Ragusa, Santa Croce e Acate, anche quelli di Vittoria e Chiaramonte Gulfi hanno deciso di sposare la linea dura. Almeno sulla carta. I titoloni dei giornali, però, non hanno portato a conseguenze reali per i contravventori. Anche perché – come chiarisce il sindaco Peppe Dimartino in risposta a un’interrogazione scritta del gruppo ‘Insieme per Santa Croce’ – la confisca si esegue “nei confronti delle persone cui è ingiunto il pagamento e che non abbiano pagato alla scadenza le somme loro intimate”. Ma non è il sindaco a dirlo, bensì la legge 689/81, che di fatto azzera qualsiasi tipo di propaganda sull’argomento.

Contro gli sporcaccioni di professione bisogna combattere a mani nude, perché è impossibile procedere “sic et simpliciter alla confisca del mezzo – prosegue il primo cittadino – nel caso in cui il trasgressore venga colto in flagranza di reato”. Dimartino, rispondendo a quesito dei consiglieri d’opposizione, rivela inoltre che negli ultimi cinque mesi – cioè a far data dall’insediamento della sua Amministrazione – “sono state elevate 37 sanzioni per un importo complessivo di 4.800 euro, di cui 21 riscosse, per un importo di 1.600 euro”. Nello stesso arco di tempo, inoltre, sono state rimosse otto discariche abusive: da c.da Spinazza a c.da Puntolillo, passando dalla strada comunale ‘Maghialonga’.

II sindaco, poi, garantisce la presenza di un sistema di videosorveglianza all’avanguardia in cinque siti sensibili della città: lungo l’arteria del Mulino vecchio (dove sono installate 4 videocamere), in contrada San Martino (2), in piazza dei Fiori a Caucana (2) e nell’area di accesso del depuratore di c.da Pescazze (altre 2). Infine, la polizia provinciale ha provveduto a installare le cosiddette fototrappole lungo la SC 120 (Santa Croce-Casuzze) e in contrada Spinazza. Le telecamere dovrebbero costituire un deterrente, così come la “promessa” di confiscare il mezzo con cui si è provveduto all’abbandono dei rifiuti. I Comuni di Ragusa e Santa Croce, interpellati dal quotidiano ‘La Sicilia’, dicono che è “troppo presto per tracciare un bilancio”. Ma non è mai troppo tardi per distinguere gli annunci dalla realtà.

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