Il sindaco di Santa Croce Camerina, Peppe Dimartino, risponde con un secco “no” alla proposta di Forza Italia che chiedeva nei giorni scorsi una rimodulazione degli equilibri nelle amministrazioni locali nate come civiche. L’appello, rilanciato da Ragusa H24, sollecitava sindaci di Ragusa, Modica, Comiso e Santa Croce a rivedere rapporti di forza e incarichi per dare maggiore peso al partito di Berlusconi nei rispettivi esecutivi locali.
Dimartino respinge l’ipotesi di un ingresso di Forza Italia nella sua Giunta: “Oggi neanche per idea. Domani…”, dice il primo cittadino, chiarendo di non aver ricevuto alcuna richiesta ufficiale né di azzeramento né di ricomposizione della squadra di governo. “Il progetto nato nel 2022 era un progetto civico — prosegue — e non può essere snaturato con innesti che tradirebbero il mandato elettorale con cui siamo stati eletti”.
Il sindaco sottolinea inoltre che, pur riconoscendo il ruolo di Forza Italia all’interno del centrodestra, la scelta politica deve rispettare la volontà degli elettori: “Questo non significa sminuire il partito, ma significa rispettare la volontà dei cittadini, che hanno scelto questa aggregazione politica e che vedrò completare il proprio mandato così come lo ha cominciato”.
Il caso si inserisce in un più ampio scacchiere locale in cui alcune amministrazioni nate “civiche” hanno visto in tempi recenti trasmigrazioni di sindaci e consiglieri verso forze politiche tradizionali. A Modica la sindaca ha annunciato che a breve presenterà una nuova Giunta, lasciando aperta la possibilità di modifiche nella composizione e nei rapporti di forza interni. La presa di posizione di Dimartino, invece, conferma una scelta netta di mantenere l’assetto originario dell’alleanza civica.
Resta da vedere quale sarà la reazione nelle altre città coinvolte: come decideranno i sindaci di Ragusa e di Comiso (quest’ultima anche presidente del Libero Consorzio)? Resta da vedere anche quale risposta daranno gli esponenti locali di Forza Italia, storicamente all’opposizione rispetto a questa maggioranza di Santa Croce.
La vicenda può essere letta come un termometro delle tensioni interne al centrodestra locale, dove il rapporto tra forze politiche strutturate e liste civiche continua a essere elemento chiave in vista delle prossime scadenze elettorali.