
Riceviamo e pubblichiamo la nota del Laboratorio Politico Camarinense che riaccende i riflettori sulla gestione dei rifiuti a Santa Croce Camerina, evidenziando il netto contrasto tra la severità dell’Ente sulle spiagge e il caos del Centro Comunale di Raccolta.
L’Amministrazione comunale ha le idee chiarissime sulla gestione dei rifiuti, o almeno così sembrerebbe a giudicare dai cartelli posizionati sulle spiagge di Caucana e Casuzze. Nei pannelli informativi si ricorda giustamente ai bagnanti che chi abbandona i rifiuti “offende tutta la comunità”, crea discariche abusive e fa lievitare i costi di pulizia che poi ricadono sulle tasche di tutti. Un principio sacrosanto e ampiamente condivisibile. Peccato, però, che la fermezza mostrata sul litorale svanisca non appena si varcano i cancelli del Centro Comunale di Raccolta (CCR), dove i cittadini virtuosi vengono accolti da uno scenario paradossale.
La denuncia del Laboratorio Politico Camarinense accende i riflettori sul netto contrasto tra la narrazione dell’ente pubblico e la realtà dei fatti. Se da un lato si punta il dito contro gli incivili – pratica doverosa –, dall’altro si costringono i contribuenti modello a fare i conti con un centro di stoccaggio fuori controllo.
Una discarica a cielo aperto dentro il centro di raccolta: divani, materassi e cassoni saturi testimoniano il blocco logistico della struttura.
Come documentato chiaramente dagli scatti fotografici diffusi dal Laboratorio Politico, la situazione all’interno del perimetro del CCR rasenta il collasso logistico. Non si parla di semplici disattenzioni, ma di una vera e propria montagna di rifiuti ingombranti lasciata accumulare all’aria aperta: divani sventrati, cuscini, reti, vecchi arredi e una quantità impressionante di materassi ammassati l’uno sull’altro senza alcun criterio di stoccaggio sicuro. Persino i grandi cassoni scarrabili verdi, destinati a contenere i sacchi e i rifiuti ordinari, appaiono stracolmi fino all’orlo, con i coperchi idraulici impossibilitati a chiudersi a causa del volume eccessivo di materiale accumulato.
Sacchi a terra al CCR: la montagna di rifiuti indifferenziati e plastici si accumula direttamente sul suolo stradale, accanto ai compattatori.
A peggiorare il quadro si aggiunge il conferimento della frazione ordinaria: un’autentica collinetta di sacchi della spazzatura multicolore giace abbandonata direttamente sull’asfalto, proprio a ridosso dei macchinari di compattazione. Decine e decine di sacchetti neri, azzurri e trasparenti si accumulano sul suolo senza alcuna protezione, esposti agli agenti atmosferici e al rischio di dispersione, offrendo un biglietto da visita degradante proprio a chi si è recato sul posto per compiere il proprio dovere civico.
Il caos della differenziata: cartoni non pressati e imballaggi invadono le corsie di passaggio del centro di raccolta.
Non va meglio sul fronte del riciclo di carta e cartone. L’ultima istantanea mostra una distesa disordinata di scatoloni e imballaggi sparsi alla rinfusa sul cemento, completamente aperti e non pressati. Questa ammucchiata selvaggia non solo occupa spazio prezioso vanificando la logistica del centro, ma trasforma un’area di conferimento differenziato in una vera e propria trappola visiva e logistica, a ridosso delle canaline di scolo dell’acqua piovana.
Il paradosso del cittadino virtuoso sollevato dal Laboratorio Politico
La domanda, a questo punto, sorge spontanea e investe direttamente la gestione politica del servizio: se il cittadino che sporca il territorio viene richiamato alle proprie responsabilità, chi risponde invece delle condizioni di degrado in cui versa il Centro Comunale di Raccolta?
Chi paga regolarmente las tasse ha il diritto sacrosanto di ricevere un servizio efficiente, ordinato e sicuro. Al momento, invece, il messaggio implicito che arriva dal Comune sembra quasi una beffa: “Non abbandonate i rifiuti in giro, portateli al CCR!”, per poi accogliere l’utente con un ironico “Benvenuti, qui c’è posto… più o meno”.
Il nodo della questione non è affatto difendere chi deturpa le spiagge – comportamento che va condannato senza alcuna esitazione –, ma pretendere reciprocità. L’Amministrazione non può limitarsi a esigere il senso civico dai passanti se poi, nei luoghi deputati alla corretta gestione ambientale, fallisce nel garantire servizi adeguati e condizioni decorose.
Le tre domande ufficiali all’Amministrazione
Il Laboratorio Politico Camarinense sposta quindi l’attenzione sui vertici del Palazzo di Città, rivolgendo tre quesiti precisi e urgenti al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente:
- Consapevolezza: I vertici comunali sono a conoscenza delle reali condizioni in cui versa il CCR?
- Compatibilità: Ritengono che lo stato di saturazione e disordine documentato sia compatibile con gli standard di sicurezza e organizzazione che un centro pubblico dovrebbe possedere?
- Soluzioni: Quali interventi concreti e immediati intendono adottare per ripristinare il decoro, l’ordine e la piena funzionalità della struttura?
Il rispetto per l’ambiente non può essere a intermittenza: deve valere in spiaggia, per strada e, a maggior ragione, all’interno delle strutture comunali. Ma soprattutto, conclude la nota del movimento politico, il rispetto deve essere bidirezionale: la cittadinanza ha il dovere di tutelare il territorio, ma le istituzioni hanno l’obbligo di offrire servizi all’altezza delle tasse richieste.
La redazione resta a disposizione per accogliere e pubblicare l’eventuale risposta o replica da parte dell’Amministrazione comunale.
