
«Quella di ieri è stata una seduta caratterizzata da un clima complessivamente sereno e da una significativa convergenza dell’Aula, con tutti gli atti approvati all’unanimità. Dalla stazione intermodale di Punta Secca all’aggiornamento del Programma triennale dei lavori pubblici, fino ai debiti fuori bilancio e agli altri provvedimenti amministrativi, il Consiglio ha dimostrato di saper trovare una sintesi quando gli interessi della comunità lo richiedono. Anche la relazione annuale del Sindaco ha rappresentato un momento importante della seduta e, come è giusto che sia, ha aperto un confronto sui risultati raggiunti e sulle criticità ancora presenti.
Da Presidente del Consiglio ho ritenuto però altrettanto importante garantire che gli atti fossero sottoposti a una valutazione pienamente consapevole da parte dell’Aula. Per questo ho posto alcuni quesiti di carattere tecnico e giuridico, nell’interesse del Consiglio e della correttezza delle sue determinazioni. Poco prima della seduta, peraltro, ero stato io stesso a chiedere un emendamento tecnico su un debito fuori bilancio, a fronte di evidenti discrasie, proprio a tutela dell’organo consiliare. Nella stessa logica ho chiesto che venissero rese pubbliche le strade comunali interessate dagli interventi di asfaltatura. Una richiesta semplice e concreta di trasparenza, perché credo che i cittadini abbiano il diritto di sapere dove vengono realizzati gli interventi e come vengono impiegate le risorse pubbliche. Su questo punto ho registrato una evidente stizza da parte del Sindaco.
È un passaggio che, a mio avviso, merita una riflessione politica. È facile, nelle dichiarazioni pubbliche, riconoscere che nessuna amministrazione è perfetta e mostrarsi disponibili ad accogliere critiche e suggerimenti. La vera prova di questa consapevolezza arriva però nei fatti: quando qualcuno individua un margine di miglioramento e propone concretamente come colmarlo. Perché il confronto democratico non consiste soltanto nel poter esprimere il proprio punto di vista. Consiste anche nella capacità di accettare che altri possano porre domande, sollevare dubbi e avanzare proposte diverse. Questo non è un elemento di disturbo: è il principio stesso su cui si fonda la democrazia.
Il Consiglio comunale deve poter discutere, verificare e chiedere conto degli atti senza che questo venga percepito come un problema. E un’amministrazione che si sente forte dovrebbe essere la prima a non temere questo confronto. Ieri sera, però, è bastata una semplice richiesta di trasparenza sulle strade interessate dalle asfaltature per vedere quanto quella serenità fosse, evidentemente, più fragile di quanto apparisse.»