Home News Cronaca Atti di bullismo a scuola, 11enne minaccia i compagni: genitori infuriati
CronacaPrimo Piano

Atti di bullismo a scuola, 11enne minaccia i compagni: genitori infuriati

Condividi
Scuola Media
Condividi

L’impotenza di un vigile, gli occhi increduli dei testimoni, la corsa affannata di un paio di genitori verso l’ufficio della preside: sono alcune istantanee di un sabato mattina molto agitato. Un bambino straniero di 11 anni ha spaccato una bottiglia di vetro per terra e con i cocci avrebbe minacciato alcuni compagni. Così ci raccontano più fonti. Siamo all’ingresso della scuola media, in piazza degli Studi. Il ragazzino, che vanta dei precedenti poco incoraggianti (sarebbe addirittura arrivato a pestare una compagna), non parla bene la lingua, ma si esprime sin troppo bene a gesti. L’ultimo non è passato inosservato.

La preside ha contattato i carabinieri per fare luce sull’accaduto. Poi ha interpellato i genitori dell’aggressore. Non basterà un richiamo formale, però, a ricucire lo strappo con le famiglie, deluse e irritate per il comportamento tenuto a scuola dai “bulli”. Non possono essere definiti diversamente. Atti vessatori che si ripetono e scuotono l’opinione pubblica: “La scuola – ci fa sapere un papà – dovrebbe essere, assieme alla famiglia, il luogo in cui ragazzi vengono formati, ma anche educati. L’istituzione scolastica deve riappropriarsi del suo ruolo. Perché un bambino che a 11 anni si lancia come un kamikaze con una bottiglia rotta in mano, da adulto rischia di diventare un criminale”. Non è la solita marachella, quindi guai a sottovalutarla. “I nostri figli a volte preferirebbero non entrare in classe – ci spiega il genitore -. Non si sentono al sicuro perché la scuola non è più un luogo sicuro. Si pestano i compagni e si spacciano droghe leggere. Perché siamo caduti così in basso?”

Le famiglie, da cui passa un’ottima fetta di responsabilità nell’educazione dei bambini, pretendono risposte anche dall’istituzione scolastica. Risposte forti e celeri. Quello di sabato mattina è un episodio pericoloso che serve, innanzi tutto, a risvegliare la società santacrocese dal torpore che la pervade da anni. Una bottiglia rotta è un’arma a tutti gli effetti. E’ un caso – nemmeno così sporadico, da quello che ci raccontano – sui cui vanno puntati i riflettori. Sradicare dai bambini le cattive abitudini, con metodi d’insegnamento giusti ed efficaci, è il primo passo per renderli uomini. Nei prossimi giorni i genitori chiederanno la convocazione di un consiglio d’Istituto per affrontare il tema.

Condividi
Articoli correlati

Santa Croce, pubblicati i moduli per la segnalazione dei danni dell’evento meteo del 19-21 gennaio

Il Comune di Santa Croce Camerina ha pubblicato la modulistica ufficiale per...

Destination Management Organization (DMO) Enjoy Barocco, anche “Punta Secca Live” al tavolo di confronto

La presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari, affiancata...

Controlli dei Carabinieri nei centri scommesse: sanzioni e sospensioni per accesso di minorenni

I Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno proceduto, nel corso delle...